Intervista e concerto – Elisir, la pozione magica che fa sognare e profuma di pere e cioccolato

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Gli Elisir sono una piacevole realtà della musica italiana.
Dopo l’esordio discografico avvenuto nel 2005 con il “Il cane che fuma”, da qualche settimana è uscito “Pere e cioccolato”, secondo piacevolissimo album.
Le undici canzoni del cd, dalle sonorità intriganti e dai testi pittoreschi e mai banali, trasportano l’ascoltatore in una calda atmosfera parigina, accompagnandolo in un variopinto girotondo come sull’antica giostra a cavalli di Montmartre.
La struggente e delicata “Neve”, forte degli assoli del flicorno di Fabrizio Bosso, delinea ed evidenzia le peculiarità vocali di Paola Donzella, anima della band e autrice dei testi, mentre l’ironica quanto realistica “Un italiano a Parigi”, con il suo accattivante swing, rivela lo spirito goliardico del gruppo, che si compone, oltre al clarinettista e pianista Paolo Sportelli (autore e arrangiatore delle musiche) anche di Daniele Petrosillo al contrabbasso e Daniele Gregolin alla chitarra, vantando inoltre la prestigiosa partecipazione come ospite fisso di Walter Calloni alla batteria.

Elisir

Per Aftersix ho avuto il piacere e l’onore di fare qualche domanda a Paola e Paolo.
D: Paola, come nasce, in una giovane donna come te, questa grande passione per lo swing anni ’30 e i chansonnier francesi?
R: Nasce da un’esperienza che ho vissuto parecchi anni fa in Francia, dove mi trovavo per una vacanza-studio che mi ha dato l’opportunità di conoscere alcuni musicisti e cantautori locali, molto vicini per stile sia allo swing sia al mondo dei chansonnier e di Django Reinhardt. Tornata in Italia ho approfondito le conoscenze, mi sono documentata sul genere, mi sono appassionata allo swing, al jazz degli anni ’30 e a tutto questo mondo francese.

D: Gli Elisir sono la tua prima esperienza o ne hai avute di precedenti, come solista o con altri gruppi?
R: In realtà poche come solista, più come collaborazioni e non in modo professionistico. Tutto è realmente iniziato con gli Elisir sette anni fa e con l’incontro con Paolo Sportelli, che è stato il mio mentore, il mio maestro musicale e di vita, quello che mi ha fatta nascere e ha messo in luce le caratteristiche che esprimo con gli Elisir.

D: Una curiosità femminile: come ti senti ad essere la frontwoman di una band tutta maschile?
R: Si sta benissimo! Sono super coccolata, l’atmosfera è veramente familiare. Quello che mi ha fatta crescere, soprattutto artisticamente, è stata la summa dell’esperienza musicale di tutti quanti, in particolar modo quella di Walter Calloni, grande batterista che ha fatto la storia della musica italiana. Ognuno dei miei compagni mi regala consigli professionali e di vita. A queste condizioni, essere la leader di una band tutta maschile non può che farmi un immenso piacere!

D: A proposito di Walter Calloni, so che lui non è in pianta stabile nella band, cosa puoi dirci in proposito?
R: In realtà lo consideriamo come se fosse parte del gruppo, visto che è ospite fisso di tutti i nostri live. C’è un rapporto molto bello di amicizia e di stima reciproca che si è instaurato in questi anni.

Elisir

D: Grandi ospiti nel cd e nel concerto del 6 maggio: Fabrizio Bosso, Bebo Ferra, Javier Girotto, Stefano Bagnoli e Piero Salvatori. Come sono nate queste collaborazioni così prestigiose?
R: Stefano Bagnoli è un nostro carissimo amico, così come Javier Girotto, per cui ci è venuto spontaneo collaborare con loro. Per quanto riguarda Fabrizio Bosso, essendo piuttosto versatile e trasversale nei vari generi, dal pop al jazz, si prestava musicalmente per integrarsi al meglio con il nostro progetto. Piero Salvatori è un violoncellista molto bravo che abbiamo voluto nel nostro disco. Bebo Ferra è… mio marito! C’è stata una collaborazione diretta, direi quasi familiare!

D: Io ho una passione per “Neve”, gli assoli del flicorno di Bosso regalano struggenza e intensità, il testo ha il dono di riportare ai ricordi dell’infanzia. Parliamo un po’ del processo creativo da cui nascono le vostre canzoni: sei tu a scrivere i testi ispirandoti alle melodie di Paolo, è lui ad immaginare i suoni che possono accompagnare le tue parole o collaborate insieme alla stesura dei brani dall’inizio alla fine?
R: C’è grande casualità. A volte mi ispiro a immagini poetiche da cui poi nasce il testo che sottopongo a Paolo per crearne la parte musicale. In altri casi avviene il processo inverso, Paolo scrive la musica e su questa costruiamo un mondo da cui poi elaboro il testo. Spesso il processo è simbiotico e sviluppiamo testo e musica insieme. Io e Paolo abbiamo un profondo feeling da anni, le cose nascono così spontaneamente che è fantastico lavorare insieme.

D: Posso permettermi di dirti che questo rapporto così bello traspare dalle vostre canzoni? Dall’ascolto del cd avevo inizialmente pensato che i testi e le musiche fossero scritti dalla stessa persona. C’è una perfetta commistione delle due cose.
R: Questo è un bellissimo complimento, grazie!

D: Questo tour ha già toccato parecchie città, dal nord al sud. Come ti senti nell’esperienza dei live? Hai un buon rapporto con il palco e con il pubblico?
R: Io sono una persona molto ansiosa (Paola scoppia a ridere, ndr) e non si tratta di un’ansia che mi prende solo nei cinque minuti prima di un concerto! Poi però succede la solita magia, negli attimi prima di salire sul palco, in cui mi isolo e mi concentro su quello che deve accadere. Noi siamo molto affiatati, c’è davvero un rapporto magico, fin dalle prime note la tensione si scioglie. Poi ovviamente dipende anche dal tipo di pubblico e da mille fattori che intervengono all’interno di un concerto.

D: L’idea di esibirti il prossimo 6 maggio al Blue Note, il tempio del jazz, che effetto ti fa?
R: E’ una bella responsabilità, una grande emozione. Mi sto preparando psicologicamente! Questo è un bel regalo che questo momento ci sta facendo.

D: E’ molto bello che sul palco del Blue Note salga un gruppo giovane e italiano, cosa ne pensi?
R: In questo momento ci sono molti giovani che stanno uscendo con cose molto interessanti da dire e da far ascoltare. E’ giusto che questi progetti trovino gli spazi più consoni e speriamo che siano sempre in aumento.

D: Qualche domanda anche per Paolo: oltre ad essere un ottimo pianista, sei anche un clarinettista di pregio. Come hai scelto di avvicinarti a questo strumento dalle sonorità così particolari ?
R: In realtà nasco come clarinettista. Quando si è avvicinato il momento di entrare in Conservatorio, avendo sempre amato gli strumenti a fiato ed essendo sempre stato di costituzione minuta avevo l’idea che il clarinetto costasse poca fatica, mentre la tromba e il trombone mi sembravano più impegnativi. Poi ho ovviamente scoperto che non è così! Con il passare del tempo mi sono appassionato a questo suono particolare, alle possibilità timbriche che il clarinetto offre e che sono piuttosto uniche. Mi sono inoltre diplomato in composizione e direzione d’orchestra, quindi ho studiato anche pianoforte.

Elisir

D: Riprendendo la domanda che ho fatto a Paola sul processo creativo delle vostre canzoni, l’altra sera ero al Blue Note al concerto di Hiromi, che ha raccontato al pubblico che la melodia del brano che stava per farci ascoltare era come scesa dal cielo e le era entrata in testa. Tu hai le stesse fortunate illuminazioni quando componi?
R: Magari! Il processo creativo per me è abbastanza intellettuale, quello che mi viene dal cielo è un’ambientazione sonora, più che una melodia o un armonia, poi con il linguaggio musicale cerco di esprimere il mondo che mi passa per la testa e per il cuore. Personalmente non credo molto a questa ispirazione della melodia che arriva così magicamente…

D: Per concludere, in questo periodo di crisi economica mondiale, ed in particolar modo di crisi per il mondo della musica e dello spettacolo, dove si trovano il coraggio e gli stimoli per pubblicare un nuovo cd e per iniziare un tour?
R: Per quanto mi riguarda, credo che la crisi sia sempre un momento di cambiamento, per cui non la vivo così negativamente. Perdersi d’animo durante i periodi brutti è il modo peggiore di affrontarli. In questi anni ho anche aperto una scuola di musica ed effettivamente per la gestione di nuovi progetti è un periodo difficile, che sicuramente prima o poi finirà, così saremo pronti a ripartire nel migliore dei modi.

La band presenterà “Pere e cioccolato” il prossimo 28 aprile durante uno showcase alla libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte.
Il 6 maggio al Blue Note, invece, potremo assistere ad un vero e proprio concerto che ospiterà i grandi musicisti già guest star del disco: Fabrizio Bosso, Bebo Ferra, Javier Girotto, Stefano Bagnoli e Piero Salvatori.
Due appuntamenti a cui non mancare, per scoprire che la musica può sempre sorprenderci con inaspettate e gradevoli novità.

Paola Donzella voce
Paolo Sportelli pianoforte e clarinetto
Daniele Gregolin chitarra
Daniele Petrosillo contrabbasso
Walter Calloni batteria

http://www.elisirclub.com
http://www.myspace.com/elisirclub

Showcase
28 aprile, ore 18:30
La Feltrinelli
Piazza Piemonte 2
Milano
Per informazioni: 02/433541

Concerto
6 maggio 2009, ore 21
Blue Note

Via Borsieri 37
Milano
Per informazioni: 02/69016888
http://www.bluenotemilano.com
biglietto 15 €

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, si è perdutamente innamorata di Milano nel 2007, decidendo immediatamente di trasferirsi nella grande metropoli. Troppo pigra ed indisciplinata per imparare l’uso di uno strumento musicale, fin da bambina si è dedicata assiduamente all’ascolto, attraversando ogni genere, dall’opera al metal. Per Aftersix scrive principalmente di jazz, funk, soul, blues, con qualche puntatina anche nel cantautoriale italiano.