Bikesharing – Un successo (in)aspettato

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Quanti, in tutta sincerità, avrebbero scommesso sul successo di un’iniziativa come il bikesharing a Milano?

Pochi, forse. La reazione più comune del cittadino medio, una volta venuto  a conoscenza dell’iniziativa,  era ricordare come più di dieci anni fa un progetto simile fallì clamorosamente, in particolare per i continui furti delle bici. Ma da allora, le cose sono cambiate, e non di poco. C’è la tecnologia, da un lato, che aiuta ad avere sotto controllo le bici, ognuna delle quali (almeno per l’abbonamento annuale) legata ad una carta di credito. Ancora, il portale bikemi.it, che ci ricorda la cronistoria delle nostre bicilettate e dispensa informazioni e news sul servizio. E forse, permettetemi una nota di ottimismo, anche la mentalità dei cittadini riguardo ai temi ambientali e del trasporto, è migliorata.

Fatto sta, che a più di sei mesi dall’inizio del servizio, il bikesharing in salsa meneghina riscontra sempre più successo: i più accorti si saranno facilmente resi conto – dagli ormai “classici” buchi quadrati, segno di un’imminente installazione di nuovi stalli – di quanti nuovi punti-bici saranno a breve attivati per tutta la città, ed è ormai uno spettacolo che non stupisce più vedere sfrecciare qualcuno con la vistosa bici bianca e gialla.

Un successo che potrà crescere ancora, e diventare un’affermata realtà quotidiana ad una condizione, però: che le biciclette siano oggetto di un importante opera di revisione da parte dei meccanici. Chi vi scrive è ormai un habitué del servizio, e seppure limitati, non sono mancati degli spiacevoli inconvenienti, legati in particolare alla sella del ciclo. I sellini delle bici, forse concepiti per essere regolati poche volte durante il corso della propria vita nel caso di una bici privata, sono invece sottoposti a continui stress. Per una bici pubblica, che deve adattarsi alle altezze  di ogni tipo di utente, tutto ciò si traduce nel pericolo di avere dei sellini che, sottoposti a pesanti sollecitazioni (vedi: pavè, e su-e-giù-dal-marciapiede), possano avere la tendenza a “scivolare giù”, sbilanciando il ciclista.

bike sharing bikemi

Il nostro piccolo consiglio è quindi quello di verificare sempre lo stato della propria bici prima di allontanarsi dalla rastrelliera (la si può infatti sempre rimettere a posto dopo pochi secondi, nel caso si noti qualche difetto), ed eventualmente, anche se si è particolarmente alti, di non tenere troppo alto il sellino onde evitare in caso di cedimento pericolosi colpi che potrebbero farvi perdere l’equilibrio. Ed un piccolo auspicio, che cioè possa essere introdotto in futuro la possibilità di segnalare via terminale, al momento della riconsegna della bici, eventuali danni o malfunzionamenti del ciclo.

In ogni caso, ancora complimenti al Comune per un’iniziativa per una volta ben riuscita…buone pedalate!

www.bikemi.it

About Stefano Barazza

Milanese, da sempre residente nel cuore della città, ma nato (un po’ per caso ed un po’ per snobismo) a Magenta nel 1981. Laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Milano, per Aftersix si occupa di scrivere articoli su Locali, Cultura e milanesità in genere.