La chiusura e l’interramento della maggior parte dei Navigli di Milano nella prima metà del secolo scorso, ha privato la città di una delle sue principali ed originali caratteristiche. Di pari passo alla chiusura dei corsi d’acqua, sono ovviamente scomparsi quasi tutti manufatti che potessero testimoniare il passato “acquatico” di Milano.
Una particolare e fortunata eccezione è presentata dalla Conca delle Gabelle, (o dell’Incornata, suo nome ufficiale) nei dintorni di Brera, in Via San Marco.

E’ in questo piccolo angolo di Milano che infatti possibile vedere, in un tratto asciutto del letto del Naviglio della Martesana, un esempio di chiuse, sistema idraulico che permetteva alle barche di superare i dislivelli tra i diversi canali che circondavano e tagliavano la città.
Tra erbacce, scatole di cibaglie lasciate da gattare incallite ed insopportabile tag degli immancabili writer, possiamo anche vedere altri “reperti” della Milano acquatica: le bitte, per esempio, che costeggiano il letto asciutto del canale (una delle quali, improvvisata a fungo metropolitano) alla quali venivano ormeggiate le imbarcazioni, ed il casello daziario, dove venivano pagate le gabelle, ossia la tassa sul passaggio delle merci.


Curiosa la sorte della parte più meridionale del tratto del naviglio asciutto, trasformato in piccolo giardino per la scuola adiacente; all’interno della conca, tra i due “portoni” di legno, è possibile invece vedere una targa posta dal Comune di Milano nel 1996, per celebrare il cinquecentenario della costruzione della conca, voluta nel 1496 da Lodovico il Moro. Una celebrazione che più di una targa, avrebbe meritato il vero intervento che si aspetta da tempo per questa magica zona di Milano, ossia la riapertura all’acqua del tratto asciutto del Naviglio, che potrebbe finalmente ridare alla zona, almeno in parte, l’aspetto di un tempo.

Concorso Fotografico PhotoDreaming