Nonostante la perfezione formale, scientifica, metrica delle sue opere, Marina Paris racconta molto anche dello spazio esistenziale e simbolico degli ambienti che ci mette di fronte.
Nei corridoi, nelle sale d’attesa, sulle scale della metropolitana e nelle aule, i suoi luoghi di passaggio, svuotati della presenza umana, trasmettono una desolazione pura e quasi metafisica.

In bilico tra la claustrofobia e i sogni (o gli incubi) dell’immaginario collettivo, spesso le sue creazioni lasciano scorrere la fantasia degli spettatori come accadrebbe di fronte ad un fotogramma cinematografico, un palcoscenico teatrale o ad un qualsiasi altro spazio narrativo.

In base alla reazione dello spettatore, lo stop alla frenesia, all’accumulo, all’affollamento e il tempo dell’attesa che ci rimane possono essere riempiti di un rilassante nulla, oppure di storie intricate e vicende inenarrabili: lo spunto ci arriva da Marina Paris, tutto il resto rimane nelle nostre mani, per farne ciò che vogliamo.
Un bel momento artistico da sfruttare.
Dal 28 maggio al 12 settembre 2009
Marina Paris – Public Spaces
Galleria Pack – Foro Buonaparte 60 (Milano)
www.galleriapack.com
Concorso Fotografico PhotoDreaming