Mostra – Un pandemonio per cambiare l’arte: la Scapigliatura

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Palazzo Reale rende omaggio al movimento letterario e artistico che ha visto i suoi illustri natali proprio nella città di Milano. Parliamo della  Scapigliatura, battezzata così da Cletto Arrighi, giornalista, scrittore e patriota (in La Scapigliatura e il 6 febbraio).

In tutte le grandi e ricche città del mondo incivilito esiste una certa quantità di individui di ambo i sessi, fra i venti e i trentacinque anni, non piú; pieni d’ingegno quasi sempre; piú avanzati del loro tempo [...]; pronti al bene quanto al male; irrequieti, travagliati, turbolenti - i quali – o per certe contraddizioni terribili fra la loro condizione e il loro stato [...] o per certe influenze sociali da cui sono trascinati – o anche solo per una certa particolare maniera eccentrica e disordinata di vivere [...] meritano di essere classificati in una nuova e particolare suddivisione [...]. Questa casta o classe – che sarà meglio detto – vero pandemonio del secolo; personificazione della follia che sta fuori dai manicomii; serbatoio del disordine, della imprevidenza, dello spirito di rivolta e di opposizione a tutti gli ordini stabiliti; – io l’ho chiamata appunto la Scapigliatura.

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Una mostra con più di 200 opere divise in 4 sezioni per raccontare come, rifuggendo con disprezzo da ogni ordine (pre)stabilito, da ogni morale imposta e da convenzioni socialmente e pacificamente accettate, gli Scapigliati  precorsero i grandi movimenti – quali il Futurismo – osservando e rappresentando il mondo in maniera del tutto nuova.

Se la natura non ha limiti, non possono, non devono essercene nell’arte: la traduzione artistica diventa lo sfaldamento dei contorni e la fusione tra dimensione “esterna/reale” e “interna/psichica”.

Un’attenzione particolare va ai gessi e al bozzetto in bronzo del Monumento alle Cinque Giornate, di Giuseppe Grandi, presentati per la prima volta.

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A seguire, e ad arricchire “l’omaggio”,  Palazzo Reale propone anche:

- Letture scapigliate in mostra: visite guidate con uno storico dell’arte che illustra le opere (obbligo di prenotazione telefonica al numero 02.6596937, biglietto gratuito). Le prossime letture si terranno il 30 luglio, il 6 e il 20 agosto alle 20.30.

- Visite animate in mostra: visite guidate con uno storico dell’arte e a  un attore che vestirà i panni di un artista scapigliato. 18 – 25 ottobre, 1,8, 15, 22 novembre, ore 10.30

Altri appuntamenti

- Giovedì 17 settembre, ore 18.00, Palazzo Reale – sala conferenze.
La Scapigliatura: un grande movimento artistico e culturale nella Milano postunitaria.
Incontro con Giuseppe Farinelli, ordinario di letteratura italiana contemporanea all’Università Cattolica di Milano.
- Giovedì 24 settembre, sala conferenze FNAC (via della Palla, Milano) .
La Scapigliatura.

Incontro con Annie-Paule Quinsac, curatrice dell’esposizione.
- Dal 26 giugno al 22 novembre presso la Fondazione Biblioteca di via Senato
La Scapigliatura e Angelo Sommaruga. Dalla Bohème milanese alla Roma bizantina
Dalle 10.00 -18.00 ingrasso gratuito – chiuso lunedì. Per info: www.bibliotecadiviasenato.it
- Dal 26 giugno al 22 novembre apertura su prenotazione dello studio di Eugenio ed Eros Pellini – atelier di scultori scapigliati (www.eugenioerospellini.it)

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Un pandemonio per cambiare l’arte: la Scapigliatura
Palazzo Reale
26 giugno – 22 novembre
Biglietto: 9 €
www.comune.milano.it/palazzoreale/

About Consuelo Costa

Femmina, siciliana e al di sotto dei 65 anni. Insomma, in Italia sfida la gravità. Milanese d’adozione, si occupa di comunicazione ed eventi, e, dopo le sei… dispiega ali e sensi e inizia a scrivere. Racconta Milano, le sue luci e le sue ombre, tra le statue e i musei. Ha un’innata passione nei confronti della parola, della parola che non solo denota, ma connota. Ha poche ma buone certezze: gli affetti, la parmiggiana e Topolino (tutti i mercoledì in edicola). Ama il ballo e la storia, il folklore e le tradizioni e si diverte a fare la figurante in alcune rievocazioni storiche. Una delle sue frasi preferite? Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla... (Novecento, Baricco)