“La giuria, riunita in seduta, dichiara l’imputato…”. E’ proprio questa la scena più intrigante di Flash of Genius. Un film sicuramente non malvagio, capace di presentare uno spaccato della nostra società, raccontandoci una storia realmente accaduta, in un’ennesima riproposizione dell’eterna lotta fra Davide e Golia. Quello che però non mi ha entusiasmato è la mancanza di ciò che da subito viene citato nel titolo della pellicola: manca cioè il lampo di genio, quel qualcosa che sbalordisca realmente.

La vicenda è accaduta negli anni ’50 a Detroit. In una giornata piovosa, il professor Kearns ha la brillante idea di voler testare un tergicristallo ad intermittenza e non più a pulizia continua. La trovata è semplice ed immediata come lo sbattere involontario della palpebra e la sua realizzazione non così impossibile come le case automobilistiche americane avevano fino ad allora pensato. Quando poi, dopo test e brevetti, la strada del professore sembra pronta a lastricarsi d’oro ecco che la Ford Motor Company ritratta l’offerta e salta a piè pari questo piccolo inventore di provincia.
Quante ne abbiamo viste di sfide impossibili al cinema. Quante volte abbiamo guardato il lupo cattivo, con capitali ed avvocati di grido, prendersi gioco dell’agnellino soggiogato dalla forza della grande azienda. Ricorderete la storia di Erin Brockovich; e che dire della lotta di Russell Crowe, contro le multinazionali del tabacco in The Insider. Due grandi interpretazioni, per due film dalla grande tensione drammatica. Una tensione purtroppo assente in Flash of Genius; nonostante le basi della storia – del “piccolo” protagonista contro una grande e potente azienda – fossero simili, il solo orgoglio di un inventore di un banale tergicristallo, non bastano evidentemente ad accendere.


Regia: Marc Abraham
Cast: Greg Kinnear, Dermot Mulroney

Concorso Fotografico PhotoDreaming