Luoghi – La Ca’ di Tencitt di via Laghetto

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E’ molto difficile immaginare che il Verziere – oggi una fin troppo tranquilla zona del centro di Milano compresa tra Largo Augusto, l’Università Statale, via Francesco Sforza e Piazza Fontana – possa essere stato per molti secoli un luogo oscuro, malsano e pericoloso.

Caratterizzato da uno dei bacini artificiali più famosi della città (la cui presenza è testimoniata ancora oggi dalla  ”Via Laghetto”) costruito per essere utilizzato come scalo per lo scarico di merci, è stato per secoli un luogo che i cittadini milanesi hanno sempre cercato di evitare.

Non solo per le precarie condizioni igieniche e sanitarie del quartiere (si può solo immaginare la stato dell’acqua stagnante del “laghetto”, utilizzato anche come fogna e discarica a cielo aperto), ma anche a causa suoi abitanti,  i così detti Tencitt del Laghett“, gli “sporchi del laghetto”.

Via Laghetto Via LaghettoVia Laghetto

Un soprannome poco lusinghiero, che tuttavia ben descrive gli uomini del Verziere: divenuti ben presto una delle categorie più emarginate della città, essi erano quasi tutti impiegati come scaricatori di merci, tra le quali – oltre ai pesantissimi i blocchi del famoso marmo di Candoglia utilizzato per costruire il Duomo di Milano – figurava anche il meno nobile carbone.

Via LaghettoUna forza lavoro però indispensabile, una sorta di casta concentrata in un unico luogo, la cosiddetta “ca’ dei tencitt”, dove  gli scaricatori risiedevano con le loro famiglie: una casa ancora oggi esistente, proprio in via Laghetto. Un edifico ora signorile, e che nulla lascia immaginare del suo passato da abitazione di disperati.

A ricordo di un così terribile passato, rimane però un particolare, molto difficile da notare ed interpretare anche da parte anche dei più attenti osservatori. Si tratta di alcuni ganci ed occhielli, presenti sugli edifici più vecchi della zona. In una loro versione più grande e robusta, e con l’ausilio di particolari carrucole, questi utensili furono utilizzati per sollevare i pesantissimi carichi trasportati sui barconi che grazie al complesso sistema dei navigli potevano arrivare in pieno centro, quando ancora il quartiere era caratterizzato dall’intensa attività di scarico merci.

Foto di Sandro Giannelli

About Stefano Barazza

Milanese, da sempre residente nel cuore della città, ma nato (un po’ per caso ed un po’ per snobismo) a Magenta nel 1981. Laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Milano, per Aftersix si occupa di scrivere articoli su Locali, Cultura e milanesità in genere.