La storia del Cavallo di Leonardo, l’imponente statua equestre oggi visibile all’ingresso dell’Ippodromo del Galoppo di Milano, lega il passato di un progetto rimasto per secoli incompiuto, ad un presente caratterizzato dalla passione ed il pragmatismo tipici degli Statunitensi.

La vicenda ha inizio nel 1482, quando a Leonardo da Vinci, all’epoca ospite degli Sforza a Milano, venne chiesto di costruire quella che sarebbe dovuta essere la più grande stata equestre del mondo, in onore dell’iniziatore della casata regnante della città, Francesco.
Leonardo, determinato a realizzare una statua che fosse perfetta in ogni dettaglio, iniziò presto approfonditi studi sull’anatomia equina, cercando i migliori esemplari di cavalli disponibili; vuoi per la sua volontà di costruire un’opera memorabile ed il più possibile accurata, vuoi per i suoi innumerevoli interessi ed impegni che lo distrassero da questo compito, il calco ed il gigantesco stampo nel quali si sarebbero dovuto colare ben cento tonnellate di bronzo, furono pronti solo sedici anni dopo.

Ma sia per l’indisponibilità dell’ingente quantitativo di materiale necessario a realizzare l’opera – utilizzato nel frattempo per la costruzione di cannoni – che per le mutate condizioni politiche e militari – Milano fu infatti invasa nel 1499 dai soldati francesi di Luigi XII, che distrussero il modello della statua e probabilmente anche gli stampi – la scultura non fu più realizzata.
Fino al 1977, quando un collezionista ed amante d’arte americano, Charles Dent, volle provare a trasformare in realtà i progetti di Leonardo. Tra molteplici difficoltà, la prima delle quali il reperimento dei fondi necessari, l’ambizioso progetto di Dent fu realizzato dopo circa quindici anni; purtroppo, non prima della morte del suo ideatore, che non vide mai completata la statua. Decisivo fu l’intervento di un altro appassionato d’arte, Frederik Meijer, che si propose di finanziare la fase conclusiva dell’opera; in cambio, fece realizzare una copia esatta del cavallo, da poter esporre in un suo parco-museo dedicato alle riproduzioni di celebri opere d’arte.

La statua – realizzata dalla scultrice Nina Akamu – fu generosamente donata alla città di Milano nel 1999; il suo arrivo fu da subito accompagnato da discussioni e polemiche, in particolare sulla decisione del luogo nel quale sarebbe dovuta essere esposta. Venne scelto l’ingresso dell’Ippodromo, un luogo certo perfetto per una statua equestre, ma poco immediato e fuori dai classici percorsi turistici. Un peccato, in particolare per i visitatori Americani, che difficilmente hanno l’occasione di vedere un’opera realizzata esclusivamente grazie alla passione e ai fondi di loro connazionali, e che meriterebbe di essere esposta in un luogo più centrale e conosciuto.
Foto di Sandro Giannelli
Concorso Fotografico PhotoDreaming