Quest’estate Eva Kot’átková ha presentato a Bolzano il progetto intitolato Dictation, ispirato dal legame di causa ed effetto che esiste nell’imposizione di ogni regola: che sia famigliare, economica o sociale, l’individuo modifica il suo comportamento e modula le sue reazioni in base agli effetti che questa regola produce sulla sua mente e sul suo corpo.
In una dialettica tesa tra esperienza e formazione, norma e punizione, Kot’átková ha così indagato le forme del senso comune e la costruzione ideologica di comportamenti e abitudini individuali.
Oggi invece la giovane artista è a Milano, con il progetto “House Arrest”: la sua indagine è così passata ad uno step ulteriore, più intimo. Dall’analisi sociale infatti la Kot’átková passa con questo progetto allo studio delle dinamiche famigliari, affrontando in particolar modo il tema della costrizione fisica e mentale che spesso rende le stanze di casa un vero e proprio inferno formativo senza via di scampo.
Proprio per questo, in House Arrest non vengono solo presentati fotografie, disegni e schizzi, ma anche installazioni che portano il pubblico ad interagire con la sua arte per comprenderne più a fondo il significato e la portata. Gli oggetti quotidiani della vita domestica si trasformano, all’uopo, in strumenti di tortura: perché persino il luogo apparentemente più sicuro può trasformarsi nella minaccia più immediata.
“Nella mostra House Arrest ho voluto creare un’atmosfera di costrizione, uno stato fisico e mentale forzato che spesso viene instaurato dal rapporto tra genitori e figli, insegnante e allievi. Questo stato su cui sto concentrando il mio lavoro avrebbe un significato molto più vasto sebbene sia contenuto in quattro mura, soffitto e pavimento e spesso isolato dal mondo esterno.”
(Eva Kot’átková)

Eva Kot’átková – House Arrest
dal 9 dicembre 2009 al 30 gennaio 2010
CONDUITS / GEA POLITI – Viale Stelvio 66 (Milano)
Tel.: +39 026883470
Concorso Fotografico PhotoDreaming