Silenzio in sala.
Primo indizio di una regia e di un’interpretazione che qualcosa da dire ce l’hanno.
Carrucole a vista e scenografia essenziale – ma originale e significativa – fanno da cornice ad una messa in scena di 3 ore e mezza al Piccolo Teatro Strehler.
Ritmi lenti per un’interpretazione mai piatta, fedele al genio di Shakespeare.
E’ l’opera della duplicità e del dualismo, che riecheggia in ogni singolo gesto, dialogo e rapporto, non sfuggendovi neppure nei soliloqui (tra sé e sé) di Shylock od Antonio.
Il cuore della commedia è la conoscenza di sé, cosa che fa dei personaggi vere e proprie persone che evolvono, cambiano e si scoprono a contatto con gli eventi e con la realtà.
Molteplici i filoni narrativi a base della storia, che trovano supporto ed esplicitazione in una recitazione di alto livello, abilmente diretta da Ronconi e dalla sua personale visione dell’opera.
E ancora: la verginità, il peso dei valori, una visione del denaro che rende ” l’oro sinonimo di eros” (“ostico cibo di Mida”), e l’incontro col diverso, inteso come profonda diversità culturale, personificato dall’ebreo Shylock.
A tratti sembra di scorgervi alcune delle meravigliose produzioni di Branagh.
Seconda parte meno brillante, forse non apprezzata appieno a causa della durata della rappresentazione.
“Non è tutto oro quel che splende” recitava uno degli scrigni di Porzia; nel caso di questo Mercante di Venezia niente di più falso.

Il Mercante di Venezia
prolungato dal 7 al 31 gennaio 2010
Piccolo Teatro Strehler
Largo Greppi – Milano
biglietti da € 22,00
Concorso Fotografico PhotoDreaming