Cinema e teatro sono mondi che si intrecciano come filamenti di DNA, si basano su fondamenta comuni, ma spesso percorrono due binari paralleli che mai si incontrano. Gli appassinati di cinema sono spesso restii ad avvicinarsi alla nuda e cruda recitazione, anche se cruciale per la buona riuscita di una pellicola. Stessa solfa per chi, ammaliato da monologhi, sguardi o sussurri preferisce il contatto umano, più che le fredde immagini.
Capita però che qualche “folle” voglia unire le due cose e con ardore, ironia e tanto sacrificio faccia di una passione, qualcosa da poter condividere a tu per tu con il pubblico. Fabio Santini ha fatto di una propria, sognatrice, ragione di vita, uno spettacolo caratterizzato da parole, immagini e musica, tanto bello quanto inaspettato.
Santini, autore ed attore di questa opera, ha messo in scena qualcosa di profondo e coinvolgente, un excursus a 360° su una delle figure più eccezionali del cinema, il compianto maestro Sergio Leone. Per ripercorrere le sue grandi opere parte dalla fine, da quella che non ha mai potuto realizzare e con amabile, sincero e sentito trasporto traghetta il pubblico verso un viaggio emozionante fatto si di tante parole, ma al tempo stesso di immagini che si vanno a creare nell’inconscio.
A far da coreografia alla straordinaria vita del paffuto regista de “noartri”, lo storico Teatro San Babila ha dato ancora una volta la possibilità di mettere in scena un’idea che prende corpo nel lontano ’89 e viene portata al pubblico (la prima volta) ben 13 anni orsono. Tra immagini di sguardi truci (Clint Eastwood, Charles Bronson, Lee Van Cleef), spezzoni di scene chiave, locandine e piccoli gioielli di pura regia, si ammirano Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono il brutto il cattivo, C’era una volta il west, Giù la testa, C’era una volta in America, e nulla viene lasciato al caso.
La passione di Santini per il cinema di Leone si traduce in un monologo pregno di curiosità, di accadimenti storici, di vere e proprie sensazioni scoperte negli anni parlando con lo stesso maestro, ma anche con gli attori da lui scoperti e voluti per i suoi film. Leone coniugava la macchina da presa con la recitazione teatrale, con C’era una volta il cinema (viaggio dietro le quinte di Sergio Leone), si porta la settima arte su un palcoscenico ed il mito si compie ancora.
Bello nella sua semplicità, perfetto il gioco di luci e impareggiabile il sottofondo dell’altra metà di Sergio Leone, Ennio Morricone. Anche se non amate i western, anche se non conoscete questa fetta di storia del cinema, cercate la prossima rappresentazione di C’era una volta il cinema, Santini vi porterà a duellare con colui che non è mai sceso a compromessi ed ha reso grande ciò che ancora oggi ci fa sognare, il cinema.
Speriamo di potervi comunicare presto una nuova data dello spettacolo a Milano.
Fabio Santini – C’era una volta il cinema. Viaggio dietro le quinte dei film di Sergio Leone
Concorso Fotografico PhotoDreaming