Il film di cui vi stiamo per raccontare è sicuramente uno dei lungometraggi più attesi del primo semestre 2010; una produzione che non può essere catalogata con dei semplici termini, un’idea che ha basi lontane ed uno studio profondo ed accurato da parte del proprio realizzatore.
Avatar è la nuova creazione del pluripremiato regista James Cameron (Alien, Terminator e Titanic vi dicono qualcosa?), il quale, dopo anni di studi, ha scritto e diretto qualcosa di assolutamente sorprendente e spettacolare.
Ma cos’è Avatar, che cosa significa, che cosa lo rende così speciale da averli permesso di battere ogni record di incassi? Riducendo tutto all’osso, siamo di fronte ad una bella avventura con sfondo romantico, ambientata in un tempo prossimo venturo, su un pianeta lontano, chiamato Pandora. Se pensate che si tratti di fantascienza, toglietevi la malsana idea dalla mente. Avatar è qualcosa che supera i confini del reale, ma è concepito su elementi tangibili che si riferiscono al presente e perché no, anche al passato.
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Cameron realizza un mondo meraviglioso fatto di colori, animali grandiosi, natura selvaggia ed un popolo che vive in assoluta simbiosi con tutto ciò che li circonda (i Na’Vi). La visione dell’insieme è sbalorditiva, la veridicità di quello che su Pandora si svolge è paragonabile alle bellissime immagini de Il Signore degli Anelli di Jackson, con l’aggiunta di colori più vivi che mai ed una visione in digital 3D che merita da sola il prezzo, non di uno, ma di due biglietti.
L’Avatar è un mezzo, è un corpo vuoto con le sembianze della popolazione indigena di Pandora, che viene “occupato” dalla coscienza umana, per poter creare interazione fra le due razze. Capire come vivono i Na’Vi, dove si riuniscono, come possano essere così legati a ciò che li circonda è di sicuro un passo importante di civiltà, ma la storia insegna che l’uomo, nella sua curiosità, è spesso troppo invadente, addirittura molesto. Se poi questo mondo è anche ricco di un materiale che racchiude energia, allora si può ben capire dove sfocerà tutto questo desiderio di conoscenza e dove l’interesse umano vuole davvero andare a parare.
Da un certo punto di vista Cameron si rifà alla storia americana e questo lavoro, spolpato degli effetti visivi e sonori, è in fin dei conti paragonabile al Balla coi Lupi di Kevin Costner. La conquista del west, la caccia all’oro, l’unione dei pellerossa con la natura, lo scontro fra realtà differenti, tutto viene ripreso e sviluppato in una dimensione parallela, in un luogo che vi riempirà lo sguardo e vi catturerà i sensi. Musiche, scenografia digitale, effetti, sono tutti spumeggianti, variopinti. Anche la realizzazione della popolazione Na’Vi è ben fatta, tanto che tutta questa “impalcatura” sorregge una trama magica nella sua semplicità, ma già vista, già scritta nelle nostre pagine di storia.
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Se da un lato si apprezzano gli amarcord a precedenti lavori “cameroniani”, vedi la Sigourney Weaver di Alien e l’amore che abbatte le barriere alla Titanic, da un altro potrebbero sembrare troppi in un film che viene presentato come qualcosa di innovativo. Quando però l’immaginazione sembra talmente reale da poterla vivere, allora benvenuti nel cinema del XXII secolo, benvenuto Avatar.
Regia: James Cameron
Cast: Sam Worthington, Sigourney Weaver, Zoe Saldana, Michelle Rodriguez
Web: www.avatarilfilm.it
Concorso Fotografico PhotoDreaming