Film – Nine

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Nella Roma del 1965, il regista di fama internazionale Guido Contini è in piena crisi creativa. Con un nuovo film, Italia, ormai prossimo all’inizio delle riprese, Guido abbandona il set e la conferenza stampa, per fuggire in un Grand Hotel ad Anzio. La pausa diventerà un’occasione per ripensare alla sua vita attraverso il ricordo e l’interazione con le donne che ne hanno scandito le tappe: la madre tipicamente italiana, la prostituta conosciuta durante l’infanzia, la moglie e l’amante, la giornalista di Vogue, la costumista amica-confidente, fino alla diva internazionale protagonista dei suoi film.

Come ha chiarito il regista Rob Marshall nella conferenza stampa di presentazione, Nine non vuole essere il remake di 8 1/2 di Fellini, bensì la trasposizione cinematografica del musical di Broadway , che all’opera felliniana comunque si ispira.

Sono mesi che si sentiva parlare di Nine. Ci sarebbe piaciuto parlarne come uno dei migliori film della stagione, raccontando della spettacolarità delle sequenze musical e del fascino della storia. Di come un regista straniero avesse abilmente narrato la nostra Italia. E di come l’immaginario felliniano fosse tornato a splendere di nuova vita dopo oltre quarant’anni.

Ma, purtroppo, Nine non è niente di tutto questo. Anzi, è uno dei film più brutti e inutili della stagione. Un vero e proprio spreco di soldi e di talento degli attori presenti, tutte star hollywoodiane di grosso calibro, con all’attivo ben sette Oscar, dal protagonista Daniel Day-Lewis (due premi vinti come migliore attore) alle donne di contorno (Kidman, Cruz, Dench, Cotillard, senza dimenticare la rediviva Loren).

La carica poderosa e inarrivabile dell’universo felliniano viene qui semplificata in maniera fin troppo accademica, ottenendo solo una pruriginosa banalizzazione. L’operazione risulta ancor più fastidiosa per il pubblico italiano, costretto per l’ennesima volta a vedere il nostro paese rappresentato attraverso gli stereotipi che da sempre accompagnano la visione della nostra cultura all’estero.

Ben poco si salva delle quasi due ore di film. Ironia della sorte, le migliori sequenze musical sono toccate alle uniche due interpreti vergini di Oscar: la quasi irriconoscibile Fergie dei Black Eyed Peas è una convincente Saraghina, mentre il ritmo e la coreografia di Cinema italiano, interpretata da Kate Hudson, riescono, almeno per qualche minuto, a risvegliare lo spettatore dalla noia del film.

Una battuta del film risulta particolarmente significativa. Recita più o meno così: “Al giorno d’oggi sono pochi i film che valgono il costo del biglietto”. Ecco, Nine non li vale proprio.

Regia: Rob Marshall
Cast: Daniel Day-Lewis, Penelope Cruz, Marion Cotillard, Nicole Kidman, Judi Dench
Durata: 110 min

Sito ufficiale

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About Paolo Gallizioli

Un po’ principe e un po’ pirla, vive a Milano da dieci anni. Adora la città incondizionatamente e potrebbe tradirla solo con Parigi. Laureato in cinema e tv, lavora come copywriter in un’agenzia di comunicazione. Per Aftersix scrive soprattutto di cinema, concerti e musical.