C’è chi la ama, e trova il caos dei suoi stracolmi scaffali avvolgente e familiare, chi invece la ritiene superata, e non sopporta i suoi angusti locali; chi non potrebbe farne a meno e ne è un fedele cliente da decine di anni, e chi ancora non comprende come un negozio del genere possa ancora essere aperto.
Sia che la si ami, sia che la si odi, la Borsa del Fumetto rimane uno dei punti di riferimento, se non il principale, del mondo fumettistico milanese; dal fan dei manga, al lettore di comics americani, fino al collezionista di fumetti italiani, non esiste un appassionato di fumetti che si possa definire tale se almeno una volta non è entrato in questo ormai leggendario negozio.
Aperta nel 1976, in zona Porta Venezia (in via Lazzaretto prima, in via Lecco ormai da molti anni), la Borsa è stato infatti il primo negozio specializzato in fumetti d’Italia, ma non solo: la BdF è stato un vero e proprio punto di ritrovo per tutto il mondo che gravitava intorno ai fumetti. Pensateci: metà degli anni ’70, quando ancora acquistare comics dall’estero era una impresa difficilissima, e neanche le più prestigiose novità fumettistiche si potevano trovare sugli scaffali delle grandi librerie, come accade invece oggi. Solo poco più di trent’anni fa, ma un’eternità se si pensa che è solo con l’avvento di massa della rete degli ultimi dieci anni che anche solo reperire informazioni sulla nona arte è diventata una cosa banale e velocissima. Niente blog di scrittori e disegnatori a portata di un click, niente newsletter e feed rss che ci aggiornano sui cambiamenti dei team artistici della nostra testata preferita, niente siti degli editori con le copertine in anteprima delle prossime uscite, niente Wikipedia ad informarci sulla storia dei personaggi più sconosciuti; ed ancora, niente forum o gruppi Facebook per far parlare ed incontrare i fan di una serie o di un artista: tutte le informazioni dovevano passare dalla carta stampata, sia che si trattasse di riviste specializzate, che di fanzine, le riviste prodotte con infinita perizia e passione dagli stessi appassionati. E che si potevano trovare, quasi esclusivamente, alla Borsa.
La Borsa del Fumetto è stata quindi un luogo dal sapore particolare, che ha permesso incontri, scambi, conoscenze tra appassionati ed autori, oltre che il semplice acquisto di prodotti specializzati. Per questo motivo, anche i più critici nei suoi confronti le tributano una sorta di rispetto insindacabile: per essere stata la prima fumetteria, ed avere agevolato la strada all’apertura di molti altri negozi, ora suoi concorrenti.
E’ inutile negare che oggi la BdF abbia perso il suo primato, e la sua particolare funzione, ma non sottovalutatela: magari quel volume che non trovate su Amazon o Mile High Comics, o quella spilletta dei Peanuts che avevate addocchiato da bambini e mai più rivista, può essere là, in via Lecco, che via aspetta nei meandri della Borsa.
La Borsa del Fumetto
Via Lecco, 16
Tel. 0229513883
http://www.borsadelfumetto.com/

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