Emma Dante è l’avanguardia, quella che partendo da una marginale realtà di provincia è capace di conquistare le cattedrali della cultura senza che la sua identità batta ciglio.
Dopo che Milano l’ha consacrata con la regia della Carmen scaligera, oggi Emma Dante è al CRT Teatro dell’Arte con uno dei suoi spettacoli simbolo: Le Pulle.
Le Pulle sono le puttane, le puttane di Sicilia. In particolare, quelle di Emma Dante sono creature ancora più complesse, perché sono tutti uomini: quattro travestiti e un transessuale, colti in flagrante mentre sono al trucco nel loro covo di emarginazione, preparandosi per l’ennesima notte a battere i marciapiedi dei budelli di Palermo.
Sono Rosy (stuprata con un bastone da un gruppo di balordi), Sara, Ata (mezza donna e mezzo uomo, l’unica con “le zizze”, che cerca invano di farsi accettare dal padre), Moira (venduta a 12 anni dalla madre al primo cliente), e Stellina (col suo sogno di un matrimonio impossibile): ognuno con una storia, un dramma e un presente da reinventare o da combattere.
Ad accompagnarle nel sonno e nel sogno, che svela le loro paure e i loro desideri, la Regina Mab (la stessa Emma Dante, non più maitresse ma levatrice di sogni, guida) e tre fate: la danzante, la parlante e la cantante, che esibiscono enormi falli di gomma, movenze da bambole rotte e metamorfosi inquietanti.
“Ed è la stessa Mab che di notte intreccia le criniere dei cavali, facendo coi loro luridi crini nodi d’elfi che a scioglierli porta grave sventura. E’ lei la strega che se trova vergini supine le copre, insegnando loro come sopportare un peso, rendendole donne di buon portamento.” (William Shakespeare)
Le Pulle è uno spettacolo di immagini, più che di dialoghi (che tra l’altro sono in siciliano stretto, non semplicissimo da seguire), uno spettacolo profondamente iconografico, dalle scenografie perfette e dai cromatismi incantevoli.
Uno spettacolo dominato dalla “minchia” (“tu sei la nostra strada, sei la nostra verità” cantano le Pulle), in tutte le sue forme, in tutte le sue valenze: presenza ingombrante, simbolo ancestrale, divertito feticcio.
Ma non siamo solo di fronte ad una Operetta Amorale: guardare sul palcoscenico è come scoperchiare un inferno di desolazione, dove la solitudine si vince solo con la solidarietà tra miserabili e il miraggio di una normalità impossibile (la famiglia, il matrimonio, l’abito da sposa) rimane l’unico sogno semplice, l’unico pensiero non corrotto.
La bulimia di colori, di emozioni e di schizzofrenie di queste Cenerentole Invertite la cui vita comincia dopo la mezzanotte, esplode sulla scena attraverso la frenesia dei gesti e la ridondanza di piume e collane: i movimenti sincopati delle fate (di una bravura accecante, le attrici) come bambole di pezza, come vite incastrate in un singhiozzo, come sogni interrotti, come puntine incantate su un disco.
Rosy, Sara, Ata, Moira e Stellina sono donne mancate, figlie mancate, spose e vedove mancate. Eternamente ripudiate, ma meravigliose nel loro sogno in abito bianco.
LE PULLE operetta amorale
testo e regia Emma Dante
Dal 2 al 14 febbraio 2010
CRT Teatro dell’Arte: viale Alemagna 6 (Milano)
telefono: 02 89011644
e-mail: promozione@teatrocrt.it
Orario spettacoli:
mar-mer-gio: ore 20.45
ven: ore 21.30
sab: ore 19.30
dom: ore 16.00


Concorso Fotografico PhotoDreaming