Film – Il quarto tipo – Devi solo credere

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Da tempo stanno pubblicizzando l’uscita italiana di un thriller dai risvolti oscuri che ha sbancato i botteghini americani. Sulla falsa riga del fu Blair Witch Project, costato una bazzecola, è arrivato nei cinema il discusso Paranormal Activity e gli amanti del brivido sono già impazienti.

Per attenuare la loro fame di paura, ecco un perfetto happy hour che ha le carte in regola per smorzare questo languorino. Il Quarto Tipo non è di sicuro un film d’élite, non ha un cast stellare, il regista è sconosciuto e anche l’idea di base non è che sia una novità. Detta schiettamente, questa pellicola è di certo uno spettacolo di secondo ordine, ma se ci si lascia contagiare dalla situazione, dalle parole e dalla curiosità, parecchie soddisfazioni si riescono a trarre, anche per i non amanti del genere.

Cosa sarebbe questo “quarto tipo” così importante da rubare il titolo del film? Se avete presente gli “Incontri Ravvicinati” di Spielberg, questo è il passo che segue il semplice contatto con una popolazione aliena. Si parla quindi di rapimenti, di sparizioni, di qualcosa che va al di là del comune immaginario umano, tanto che la trama si costruisce attraverso la sottile differenza tra pazzia e realtà distorta.

La protagonista Milla Jovovich è la psichiatra Abbey Tyler, abita in una piccola comunità in Alaska (la città Nome) ed ha appena perso il marito in situazioni ancora sconosciute. Fin da subito l’attrice mette in guardia il pubblico sulla realtà dei fatti narrati, presenta il film come qualcosa a metà fra il documentario e la rappresentazione fittizia e pone libero arbitrio allo spettatore: credere o non credere? Il regista userà spesso l’idea tanto cara al programma tv Le Iene: da una parte i filmati originali di interviste e sedute sotto ipnosi, dall’altra la finzione scenica del film vero e proprio.
Osserviamo il volto scavato da ansia e terrore della vera Abbey Tyler, ricostruiamo tra interviste, incontri, pellicole rovinate, gli accadimenti sconcertanti di questa piccola città sulle coste dell’Alaska, e davanti agli occhi avremo una situazione angosciante, da thriller vero.

Se vogliamo essere crudeli e puntigliosi, il film cerca spunti dal fortunato Blair Witch, si attacca alla contrapposizione tra realtà e finzione, ma purtroppo, non ritrova il ritmo e la vera paura che ci saremmo aspettati. Se non si pone un po’ di mistero ad un film che parla di presenze aliene, di sicuro l’attenzione andrà a scemare, ma se ci si lascia trasportare dalla storia e da qualche trovata davvero azzeccata (finalmente niente omini verdi), allora verrà anche a voi la voglia di “googleare” sulla città di Nome e sulle terribili vicende della dottoressa Tyler.

Attenti al gufo.

Regia: Olatundi Osunsanmi

Cast: Milla Jovovich, Elias Koteas, Will Patton

Web: www.ilquartotipo.it

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About Cristian Villa

E‘ uno come tanti, con un mestiere come tanti, ma con un ego shakerato fra Michael Corleone e Luciana Littizzetto. Nato nella provincia milanese, la visione del mondo lo ha affascinato, ma Milano è la sua città. Per Aftersix scrive di cinema.