Mostre – L’identikit dell’uomo-robot di Mattia Moreni

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Oggi siamo piuttosto abituati a pensarci trasformati: i pensieri evoluzionistici, le paure relative all’inquinamento ambientale e agli attacchi terroristici, le influenze del cibo geneticamente modificato, gli esperimenti di genetica e l’atavico terrore per le sciagure hanno reso la trasformazione del corpo umano uno dei temi ricorrenti della nostra arte.
Se la letteratura e il cinema sono senz’altro i due canali più utilizzati per trasmetterci ipotesi metamorfiche, anche l’arte non è certo da meno (pensiamo alle meravigliose creature di Patricia Piccinini).
Ma già parecchi decenni fa c’era chi aveva visto la disumanizzazione dell’uomo e l’aveva raccontata sulla tela: in modo più semplice forse, senza troppi effetti speciali o ipotesi eccessivamente futuribili.
Parliamo di Mattia Moreni e dei suoi uomini-robot.
Moreni raccontò per gran parte della sua carriera l’involuzione dell’uomo, attraverso frutti putrefatti o apparati genitali giganteschi in sostituzione del tutto, ma fu negli ultimi anni della sua vita artistica che si dedicò all’influenza snaturante che l’informatica e le mille possibilità che essa apriva stavano avendo sull’uomo e sulla sua vita (emotiva o sociale che fosse).
Lo stile primitivo e fanciullesco del suo disegno (da lui stesso chiamato “Regressivo Consapevole”) va ad attingere nelle paure primarie, insinuando il pensiero che la computerizzazione non faccia per niente dell’uomo un essere migliore.
Le opere di Moreni sono esposte in queste settimane alla Galleria La Torre di Milano: un antesignano da ammirare, un precursore.

Galleria La Torre – Via Lodovico Settala 10 (Milano)
Mattia Moreni – Identikit
11 febbraio – 11 marzo
Ingresso Libero
Tel.: 02.295.104.80

About Elena Torresani

Si occupa di comunicazione e marketing. Nel Novembre 2008 è uscito il suo primo libro, L’inferno di Eros, ed è ora impegnata con la stesura del secondo: www.elenatorresani.com Collabora con AfterSix scrivendo di arte e teatro.