Dei quattro padiglioni espositivi generalisti della BIT – Borsa Internazionale del Turismo 2010 (senza contare cioè quelli dedicati a temi specifici, come le catene alberghiere o lo sport), due sono stati riservati agli operatori italiani. Una scelta impegnativa, dedicare lo stesso spazio al nostro paese ed al resto del mondo, ma che si è rivelata vincente. Senza nulla togliere agli stand stranieri, alcuni dei quali veramente ottimi, gli espositori italiani hanno infatti stravinto il confronto.
Ovviamente giocare in casa ha aiutato gli espositori del Belpaese, ma la perizia e l’impegno di operatori va sicuramente sottolineata. Gran parte dello spazio è stata occupata dagli stand regionali, primi fra tutti quello del Friuli Venezia Giulia, molto esteso ed articolato ma allo stesso tempo semplice, a rappresentare una regione in grado di offrire diversissimi panorami ed esperienze. Funzionale e senza troppi fronzoli quello della Lombardia; molto più grande e visual quello invece del Comune di Milano, al quale va una piccola critica per la scelta dei colori, un misto di nero-grigio-bianco (leggermente sdrammatizzato dal rosso del simbolo del Comune) che benché molto elegante e milanese, risoluta forse un pochino funerea. Menzione d’onore anche a quello della Sardegna, che ha ricreato in un ambiente elegante una piccola zona giardino.
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Come da tradizione, gli stand delle regioni e degli operatori meridionali sono stati i più presi d’assalto: non solo per le numerose offerte turistiche e culturali che le regioni del Mezzogiorno possono offrire, ma anche peri gustosi prodotti eno-gastronomici disponibili ai visitatori, in particolari i vini, sempre apprezzatissimi. Da sottolineare anche la copertura mediata con la presenza di moltissime reti televisive locali, sempre delle regioni del Sud italia, a testimonianza dell’importanza riconosciuta al settore turistico .
Una fiera che almeno per la parte italiana, è stata un successo di pubblico e di buone iniziative da parte degli operatori, e che è riuscita ad attirare un gran numero di visitatori. Unica pecca, almeno per il sottoscritto, l’assurda ed incomprensibile abitudine da parte di molti visitatori di munirsi di trolley – anche di quelli giganteschi utilizzati per due mesi di ferie – da riempire di ogni tipo di depliant e brochure, come se si dovessero organizzare le ferie per i prossimi dieci anni, e che sono di assoluto intralcio per tutti gli altri visitatori che vivono le fiere in modo più spensierato (oltre ad essere esteticamente terrificanti).
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