Mostre – Nicola Samorì: La dialettica del mostro.

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Stupore e tremore di fronte a “La dialettica del mostro”, personale di Nicola Samorì proposta dalla galleria MARCOROSSI.Inaugurata il 18 febbraio, la mostra dell’artista forlivese accoglie il visitatore con un imponente crocifisso fronteggiato da un dipinto dello stesso soggetto. Ecco lo stupore: l’iconografia cristiana non è rimossa dall’arte contemporanea, non è interessante solamente per i fedeli o per chi si occupa dell’arte passata, ma è quanto mai all’ordine del giorno e non solo per questioni che si discutono nelle aule scolastiche. Poiché le forme artistiche subiscono il tempo e la memoria (storica, artistica, sociale,ecc..), vivendo nello spazio assegnato loro dalla prospettiva simbolica di una data epoca, Samorì non si limita ad un’operazione di copiatura: l’immagine tradizionale del crocifisso è rovinata dagli strappi, dalle sbavature della pittura che, colando, rovinano una perfezione, questa sì, rimossa. Ecco il tremore, una scossa generata dalla frattura del bello della forma originaria.

Accanto ai crocifissi, i lavori che si susseguono sulle pareti mostrano un continuo dialogo con l’arte passata. Agnese (2009) è la copia della copia del ritratto seicentesco della santa, il cui volto è però sfigurato, stirato dalle pennellate di colore e così privato dei contorni che nell’originale ne definivano il contenuto; la supposta perfezione del dipinto classico è rovinata dalle incrostazioni del lavoro contemporaneo. Stessa operazione per il Ritratto di donna in ingresso, dove la rassicurante composizione cinquecentesca è scossa da una pesante nonché inquietante nuvola grigia sostitutiva del viso della donna, che si trasforma in un essere deforme. Cos’è dunque la dialettica “del mostro” cui allude il titolo? Certo il dialogo con l’arte del passato, ma questo è stabilito non tanto nel desiderio di riprenderne la purezza originaria, quanto per scoprirne il dato inquietante celato. “Dialettica del mostro” è l’espressione usata dallo studioso Aby Warburg per indicare la dimensione orrorifica insita in tutte le forme di bellezza e che Samorì indaga senza scadere nel brutto. Mostro infatti non equivale a brutto: il crocifisso all’ingresso è una trasfigurazione in negativo del dipinto, bellissima nella sua potente allusività simbolica, non brutta; Agnese è deturpata, rovinata, ma non per questo brutta.

Sia le opere di grandi dimensioni in ingresso, sia le tele delle altre due sale (da non farsi sfuggire Larve, 2009) suggeriscono una simile riflessione, che lascia la mente in uno stato di stupore e tremore. Le opere giocano sul filo del rasoio tra categorie estremamente vaste e, proprio per questo, labili (quanto può contenere la categoria bello? E quella del brutto?), ma tutto si tiene nel postulato dell’impotenza della forma di fronte alla potenza della bellezza.

Nicola Samorì. La dialettica del mostro.
Galleria MARCOROSSI

Dal 18 Febbraio al 20 Marzo 2010 – Ingresso Libero
Corso Venezia 29, 20121 Milano
Orari: da martedì a sabato 11.00/19.00
Tel. 02.795483 – Fax 02.795596

http://www.marcorossiartecontemporanea.com/mostre_incorso.aspx?id=milano

About Elena Cappelletti

Monzese doc dal 1984, ma esportata per due anni a Torino, dove ha affinato l’attenzione e la sensibilità all’arte e alla sua comunicazione, concludendo gli studi universitari in critica cinematografica ed artistica. Viaggiatrice infaticabile, su e giù dalla sua bici, dentro e fuori da musei, cinema e teatri, per Aftersix scrive di eventi, mostre, spettacoli.