Stefano Lupatini è bravo a raccontare la guerra. Negli ultimi anni l’ha fatto in diversi modi, regalandoci punti di vista sempre interessanti.
Nel 2007, con “La misura del torto subito”, ci aveva dato una versione fanciullesca dei danni della guerra, sulla misura dei giocattoli armati con cui i bambini che hanno visto morte si divertono a giocare con la morte, sognando di produrla e riprodurla all’infinito.
Il meccanismo senza fine della vendetta.
Nel 2009, con “I was a football player”, alzò la sua voce artistica contro la produzione di mine anti-uomo che
spargono arti amputati su tutto il pianeta e distruggono vite a mazzi.
Oggi, con la mostra “Signs”, Stefano Lupatini ci porta invece nella guerra dimenticata, in quella Sarajevo che è la vergogna dell’indifferenza europea. Una mattanza quotidiana che ha lasciato segni indelebili nelle cose, nelle persone, nella storia e nella nostra civiltà mancata.
Una guerra che solo oggi qualcuno di noi riesce ad avere il coraggio di guardare: grazie agli artisti, sempre (pensiamo al libro di Margaret Mazzantini “Venuto al mondo”, ambientato in gran parte durante la guerra di Sarajevo).
Stefano Lupatini ci aiuta nel percorso di coscienza, sbattendoci in faccia gli scatti che ha effettuato nel 2008 su quello che resta, mostrandoci miserie e ferite ancora aperte.
11 febbraio – 10 aprile 2010
Stefano Lupatini – Signs
Nowhere Gallery – Via Del Caravaggio 14 (Milano)
Tel.: +39 0245495916
Ingresso libero
Concorso Fotografico PhotoDreaming