Nelson Mandela lo conosciamo tutti e, bene o male, anche la sua terribile vicenda: 27 anni passati in carcere, anni violenti, anni di segregazione razziale, anni nel Sudafrica spaccato a metà dall’apartheid. Una volta liberato e divenuto presidente della Repubblica Sudafricana, la strada sembrava spianata, ma un conto è ottenere un successo personale, un altro è volerlo per una nazione intera.
Come si può ben capire, Invictus, racconta parte della vita del presidente Mandela. Viene accantonata l’idea di un vero biopic, per parlare, in modo molto più scaltro, di argomenti sulla cresta dell’onda in questo momento.
Del resto Eastwood (qui anche produttore) è a detta di molti, il miglior regista degli anni “00” , il Sudafrica è il Paese su cui tutti puntano l’obiettivo per i Mondiali di Calcio del 2010 e quindi Clint ha pensato di mischiare i problemi raziali con lo sport più interessante di questo periodo: il rugby.
Tutto si svolge dopo le elezioni vinte da Mandela nel 1994. I problemi da superare per far risorgere un Paese rimasto per troppo tempo nell’ombra sono molti, altrettanti gli incontri internazionali del presidente, ma tutto nasce da dentro, è lo spirito di una nazione unita che bisogna ritrovare.
Ottenere ciò non era impresa facile, ma i mondiali di rugby in Sudafrica nel 1995 e la squadra nazionale, gli Springboks, con tanto talento, ma poca convinzione, erano un’occasione da non lasciarsi scappare. I bianchi tifavano Sudafrica e i neri qualsiasi altra squadra perché consideravano gli Springboks un simbolo dell’apartheid. L’idea di Mandela era semplice: ritrovare l’unione di un popolo, attraverso la squadra di rugby. Risvegliare l’animo delle persone, attraverso l’orgoglio di uno sport. Non male per un signorotto anziano, tenuto 27 anni in galera.
Invictus è tratto dal libro “Playng the Enemy” di John Carlin e narra appunto la preparazione alla Coppa del Mondo di rugby del 1995 in Sudafrica e del rapporto tra Mandela e Pienaar, il capitano degli Springboks. Un rapporto che fece diventare una semplice squadra di rugby qualcosa che ha unito il paese.

Eastwood riesce a dare corpo ad una storia senz’altro interessante, ma non di facile realizzazione, (gli sport di squadra il cinema non li ha mai “digeriti”). A voler fare paragoni, Invictus è il Fuga per la vittoria del nuovo millennio, con un Morgan Freeman perfetto nella parte di Mandela ed un Matt Damon sempre a suo agio anche nei ruoli più emozionali.
Buona la struttura, buoni gli interpreti, ma dopo aver tenuto il cuore in mano per Gran Torino e Million Dollar Baby, qualcosa di altrettanto grandioso lo si aspettava. Attendiamo ancora Clint.
Regia: Clint Eastwood
Cast: Morgan Freeman, Matt Damon, Tony Kgoroge, Matt Stern
Web: wwws.warnerbros.it/invictus
Concorso Fotografico PhotoDreaming