Film – Alice in Wonderland – E Tim Burton dov’è?

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Cosa potrà mai combinare Tim Burton con l’universo partorito dalla mente di Lewis Carroll? La domanda ronza ormai da mesi nella mente di molti, contribuendo a creare una forte attesa nei confronti del film targato Disney.

Prendendo spunto da entrambi i romanzi di Carroll (Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, del 1865, e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, del 1871) e dal cartoon Disney del 1951, Burton e la sceneggiatrice Linda Woolverton creano una nuova avventura per Alice, che qui troviamo ormai diciannovenne, immemore del suo precedente viaggio nel Sottomondo.

Durante la festa per il suo fidanzamento con un lord inglese, Alice (Mia Wasikowska) fugge proprio quando le viene fatta la proposta nuziale. Inseguendo il Bianconiglio, finisce, ancora una volta, in un buco che la conduce nel Paese delle Meraviglie, i cui abitanti la aspettano per affidarle la missione cui è destinata: uccidere il Ciciarampa, in modo da liberare il paese dalla tirannia della Regina Rossa (Helena Bonham Carter) e restaurare il regno della Regina Bianca (Anne Hathaway).

La storia procede così senza grossi colpi di scena, seguendo il tradizionale schema di Propp. Ed ecco quindi Alice affrontare la storica antagonista, la Regina Rossa, con l’aiuto di una schiera di personaggi familiari, come i gemelli Pinco Panco e Panco Pinco, lo Stregatto, il Brucaliffo e, naturalmente, il Cappellaio Matto di Johnny Depp.

Il Mondo delle Meraviglie di Burton, per quanto affascinante, presenta pochi legami con il suo tipico universo immaginifico di matrice gotica. Quanti si aspettano un mondo in pieno stile Burton rimarrano infatti abbastanza delusi. Di certo non contribuiscono gli effetti speciali, che, in tempi in cui il pubblico ha dimestichezza con l’eccellenza tecnica di Avatar, risultano un filo datati e scarsamente realistici. Per non parlare poi dell’utilizzo totalmente superfluo del 3D, aggiunto in fase di post-produzione, tanto che non presenta differenze rilevanti rispetto a una visione tradizionale.

Ma, soprattutto, quello che manca è proprio il timbro di Burton: Alice in Wonderland è più un prodotto tipicamente Disney, semplicemente commissionato al regista, che qui si limita a fare il suo dovere senza lasciarsi mai troppo andare agli eccessi che tanto l’hanno fatto amare dal grande pubblico. Siamo ben distanti da capolavori come Edward mani di forbice, La sposa cadavere e Big Fish. Se proprio vogliamo indicare delle analogie, siamo più nei dintorni di prodotti mediocri come Le cronache di Narnia e i primi Harry Potter diretti da Chris Columbus (emblema del regista su commissione con scarse velleità autoriali).

Per quanto riguarda gli interpreti, una menzione speciale va alle due regine: una Helena Bonham Carter strepitosa nei panni della Regina Rossa dalla testa sproporzionata e una Anne Hathaway delicata e autoironica, regina dal sapore disneyano ma con un tocco dark (e, a ben vedere, anche una discreta somiglianza con Cicciolina). La protagonista Mia Wasikowska, già vista nella prima stagione di In treatment, è una piacevole scoperta, da tenere sott’occhio. Nessuna sorpresa, invece, dalla tanto pubblicizzata interpretazione di Johnny Depp nei panni del Cappellaio Matto, che – trucco a parte – non aggiunge niente di nuovo alla sua galleria di freak e personaggi borderline. Totalmente dimenticabile, tra l’altro, la sua breve performance danzereccia nel finale del film, uno dei momenti più imbarazzanti della sua carriera di attore (e forse anche del cinema di Burton).

Alice in Wonderland è un film senza lode e senza infamia. Forse, se il regista fosse stato uno sconosciuto, ci si sarebbe accontentati. Ma da Tim Burton ci si poteva – anzi, doveva – aspettare ben di più. Si merita una sufficienza, ma un po’ stiracchiata.

Regia: Tim Burton
Cast: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Crispin Glover
Durata: 108 minuti

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About Paolo Gallizioli

Un po’ principe e un po’ pirla, vive a Milano da dieci anni. Adora la città incondizionatamente e potrebbe tradirla solo con Parigi. Laureato in cinema e tv, lavora come copywriter in un’agenzia di comunicazione. Per Aftersix scrive soprattutto di cinema, concerti e musical.