Teatro – Il meglio della settimana

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INIZIANO

Teatro Oscar
Le bocche inutili
Di Simone De Beauvoir
11 – 28 marzo 2010

Lo spettacolo racconta una storia estrema in cui emerge il conflitto eterno tra legge civile e legge morale: una città delle Fiandre è sotto assedio e, dato che i cittadini sono allo stremo delle forze, il governo decide di sacrificare “le bocche inutili” alla Ragion di Stato decretando che malati, vecchi, bambini e donne vengano cacciati dalle mura e abbandonati ai nemici. La decisione però scatena un vivace dibattito nella città perché, se l’eliminazione delle “bocche inutili” potrebbe realmente rappresentare l’unica possibilità di sopravvivenza, la loro perdita segna la rinuncia definitiva alla vera “anima” della città. Il testo dell’autrice francese apre così una riflessione netta e diretta sull’uomo che diventa straniero a se stesso ma che alla fi ne sceglie di stare dalla parte gli uomini e non degli ideali astratti. “Lo spettacolo – spiega la regista Annig Raimondi – ispirandosi alla struttura di questo romanzo, rievoca la storia delle Bocche Inutili attraverso due figure allegoriche: un uomo immortale e un essere mortale/donna insetto, L’Assoluto e il Relativo. Il nucleo centrale del dramma si dispiega in un rimando continuo tra vivi e
condannati, tra la colpa degli uni e il rancore degli altri, concentrandosi sui tre cardini fondamentali della libertà, dell’amore e della morte”.
Questa sorta di “Antigone al contrario” venne scritta dalla De Beauvoir nel 1945 ed è il suo unico testo teatrale.

Teatro Smeraldo
Teo Teocoli Show
11 – 21 marzo 2010
Arriva al Teatro Ventaglio Smeraldo il nuovo show teatrale di Teo: “La Compagnia dei Giovani” che, finora, a metà del tour nazionale, ha totalizzato più di 40mila spettatori (un dato su tutti, 13mila presenze al Teatro Sistina di Roma in poco più di una settimana di repliche!).
“La Compagnia dei Giovani” è un viaggio emozionante, percorso in coppia con Mario Lavezzi (produttore musicale, autore e cantante) a cui spetta il compito di aprire lo spettacolo. Lo spettacolo attraversa la vita e le esperienze giovanili di Teo, che riesce sempre, con esperienza ed una buona dose di coraggio, a trasformare in episodi comici di tutt’altra “estrazione”.
Un one man show basato, come sempre, sull’arte dell’improvvisazione, di cui Teo è maestro ed artefice, giocata su un’ironia inconfondibile, per un teatro che diverte e sorprende. Solo sulla ribalta, con i suoi monologhi, le sue maschere storiche e le canzoni, Teo sarà a volte, “spalleggiato” da comici improbabili (come Lavezzi) che, a sorpresa, lo affiancheranno sul palco.

Teatro Elfo Puccini
La Caccia
liberamente ispirato a Baccanti di Euripide
Scritto e diretto da Luigi Lo Cascio
9 – 21 marzo 2010
Con La Caccia Luigi Lo Cascio ha vinto nel 2008 il premio Hystrio all’interpretazione e, dopo due stagioni di grandi successi, il Biglietto d’oro per il teatro. Ora lo spettacolo torna a Milano con nuovi e importanti interventi artistici: le musiche originali di Andrea Rocca e l’ideazione sonora di Mauro Forte.
Liberamente ispirato alle Baccanti di Euripide, è un’originale indagine sulla tragedia greca, che riflette la curiosità artistica e intellettuale di Lo Cascio, interprete di grande intensità dei caleidoscopici stati d’animo del tiranno Penteo, in una notte di tormenti e rivelazioni. Un progetto sviluppato a più mani insieme ad un manipolo di artisti visivi, che intreccia il teatro di parola con contributi che spaziano dal cinema di animazione, all’utilizzo del suono elettronico e della video arte.

Teatro Carcano
La commedia di Candido
10 – 21 marzo 2010
La fantasiosa attrice Augustine si trova al centro di una vicenda assurda, fatta di spionaggio e segreti, che ha per protagonisti Denis Diderot, Jean Jacques Rousseau e il celebre Voltaire, che dalla sua villa di Ginevra sta terrorizzando il mondo (i suoi due colleghi in primis) con la minaccia di pubblicare il Candido; il libretto è alquanto misterioso, nessuno ne conosce esattamente il contenuto; ma si sa che in esso Voltaire mette alla berlina tutti i valori, gli ideali e i personaggi del tempo. Questo corrisponde al vero: il Candido, infatti, aveva angosciato e mobilitato filosofi e sovrani di mezza Europa, militari, politici e organi religiosi, che si preparavano ad un’immediata censura.
La commedia di Massini non è una fedele celebrazione del testo originale: l’autore ha preferito immaginare un’avventura un po’ noir, un vortice di travestimenti e inganni, tutto pervaso da una forte vena comica; vengono così portati sulla scena dei personaggi folli e indimenticabili: Diderot rischia una crisi isterica, alle prese con problemi quotidiani che ostacolano le sue meditazioni; Rousseau è un orso intrattabile; Voltaire è un divo hollywoodiano, infantile e al tempo stesso geniale; Dalembert influisce poco sulla vicenda, poichè è in uno stato di perenne coma etilico. Trionfa la protagonista Augustine, interpretata da una straordinaria Ottavia Piccolo. Con la sua grande energia ed un’espressività scenica davvero fuori dal comune, la Piccolo ha conquistato il pubblico, che le ha dedicato numerosi applausi a scena aperta. Grande successo anche per Vittorio Viviani, interprete dei tre filosofi, che ha saputo gestire con capacità personaggi così diversi.

Teatro Filodrammatici
Notti Bianche – Bianchi Giorni
Viaggio in terza classe per Jelez. Diario di un viaggio alla ricerca della felicità.
12 – 14 marzo 2010
Spettacolo teatrale e installazione scultorea
Partendo dalla tematica del rapporto sogno/realtà del testo di Dostoevskij, lo spettacolo racconta il viaggio reale di 60 “sognatori” odierni nella Russia di Dostoevskij e Cechov.
In occasione dei 150 anni della nascita di A. Cechov (29 gennaio 1860) un gruppo di 60 persone di diversa estrazione sociale, culturale, professionale, la notte del 27 gennaio scorso, ha preso un treno da Mosca per Jelez (lo stesso di terza classe che prese Nina nel “Gabbiano” di A. Checov), compiendo un atto apparentemente inutile e folle, alla ricerca di qualcosa di nuovo, nel tentativo di vivere l’esperienza reale di inseguire un ideale.
Lo spettacolo “Notti bianche/bianchi giorni” sarà la restituzione di questa esperienza, in cui si fonderanno le parole e i temi di Cechov a quelli di Dostoevskij, insieme alle frasi di 60 “sognatori” – di 60 “pazzi” agli occhi della società di oggi – che hanno fatto un viaggio per cercare anche un solo istante di felicità.
Non uno spettacolo costruito a tavolino, dunque, ma il racconto di un’esperienza realmente vissuta. Parole. Pagine di diario. Immagini. Video. Sculture e suoni, musiche e voci e rumori registrati nel vivo del viaggio. Testimonianza di qualcosa di realmente accaduto.

Teatro CRT Salone
La Borto
9 – 21 marzo 2010
L’interpretazione di Saverio La Ruina porta in scena non solo la storia di un aborto, ma una storia di una donna in una società dominata dall’atteggiamento e dallo sguardo maschili: uno sguardo predatorio che si avvinghia, violenta e offende; un atteggiamento che provoca gli eventi ma fugge le responsabilità. L’aborto è solo una delle tante conseguenze. Ma ne è la conseguenza più estrema. La protagonista racconta il suo calvario in un sud arretrato e opprimente, schiacciata da una società costruita da uomini con regole che non le concedono appigli e che ancora oggi nel suo profondo stenta a cambiare, soprattutto negli atteggiamenti maschili. E lo fa nei toni ironici, realistici e visionari insieme, propri di certe donne del sud. Non mancano i momenti sarcasticamente ironici come quando gli uomini geometri misurano il corpo femminile come se al posto degli occhi avessero il metro. O come quando il paese si trasforma in una immensa chiesa a cielo aperto per scongiurare le gravidanze. Ma quando la protagonista chiude il cerchio col racconto del calvario della figlia, il sarcasmo lascia il posto ad una profonda amarezza, mettendoci davanti alla dura e ambigua realtà dei nostri giorni.

Teatro Libero
Previsioni meteo – Diluvio Universale
The rise and fall of Gianpy
Il testo narra l’ascesa e caduta di Gianpiero Fiorani, ex amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, ed è il primo testo teatrale che si occupa di scalate finanziarie. Non accade di frequente, infatti, che un’inchiesta giudiziaria – quella della procura milanese sulla scalata alla Banca AntonVeneta – dia lo spunto per uno spettacolo in cui i personaggi sono tratti direttamente dall’ambiente politico finanziario.
Lo spettacolo è finito anche al centro di un caso giudiziario, con un ricorso – respinto – che il banchiere lodigiano ha presentato per tentare di bloccare lo spettacolo al suo debutto a Lodi, nell’ottobre scorso, e con una causa ancora aperta intentata nei confronti di Dè Giorgi. All’interno di un impianto scenografico essenziale, Eugenio de’ Giorgi reinterpreta tutti i protagonisti dell’intrigo finanziario del 2005, focalizzando la sua attenzione, piuttosto che su di un’imitazione pedissequa dei personaggi, sulla psicologia e sulla natura nascosta degli stessi.
Avremo così: Gianpy (Gianpiero Fiorani) molto ‘anni Ottanta’, a metà tra lo scalatore di Wall Street e il ragioniere in carriera; Sant’Antonio (Antonio Fazio) – ex governatore della Banca d’Italia – che piega l’istituzione di vigilanza creditizia alle ambizioni personali e alle esigenze politiche del caso; Ste’ (Stefano Ricucci), immobiliarista romano, in realtà odontotecnico rampante che balbetta solo se gli tocca pronunciare il vecchio odiato titolo; Chicco (Emilio Gnutti), imprenditore, sempre pronto a speculazioni azionarie, ritratto in un surreale quanto comicissimo duetto anglo-bresciano con il principe del Liechtenstein. L’amaro effetto comico è dato, oltre che dalle caratterizzazioni di de’ Giorgi, anche dal fatto che dopo un anno di ricerche approfondite sulle fonti dell’epoca, dal testo emergono figure che incarnano il degrado morale ed etico non solo degli ambienti economici, ma dell’intero Paese, ben più di qualunque personaggio immaginario. Non è solo un monologo di denuncia o di narrazione o di Commedia dell’Arte: è tutte queste cose insieme, è l’esilarante e crudele esposizione di episodi significativi della nostra storia recente che crea negli spettatori un effetto che varia dall’ilarità all’indignazione per l’enorme gravità di quanto rappresentato.

Teatro San Babila
“DIE PANNE – OVVERO LA NOTTE PIU’ BELLA DELLA MIA VITA”
Con Gianmarco Tognazzi
9 – 28 marzo 2010
L’auto in panne costringe il rappresentante di tessuti Alfredo Traps a cercare riparo per la notte, trovando ospitalità presso un vecchio giudice che, con due suoi amici, un avvocato e un pubblico ministero in pensione, ha il curioso passatempo di ricelebrare alcuni processi storici. Tra una bottiglia di vino e l’altra il gioco diventa realtà e Traps si ritrova imputato. Parlando e confessandosi, infatti, emerge che Traps ha davvero commesso un delitto diventando l’amante della giovane moglie del suo principale e, in seguito, provocando il suicidio di quest’ultimo, quando con una telefonata anonima lo ha messo al corrente del tradimento della moglie e assumendo egli, in seguito, il suo incarico lavorativo.
Traps, messo davanti alla prova della sua colpevolezza, si autoinfligge la condanna a morte che i commensali gli avevano sanzionato per gioco.

Teatro Strehler
Get me out of here!
14 – 21 marzo 2010
Uno spettacolo-gioco per ragazzi nel quale il pubblico sarà chiamato, come in un’isola dei famosi shakespeariana, a ‘nominare’ i personaggi delle opere del Bardo.
Prospero, protagonista della Tempesta di Shakespeare, non è affatto il vecchio mago esiliato e vendicativo della commedia originale, bensì il padrone di un’isola, sulla quale, come in un meraviglioso villaggio turistico, ospita gli altri grandi personaggi delle tragedie e commedie shakespeariane. Questo perché – a suo dire – il mondo del terzo millennio è ben diverso dal Seicento elisabettiano e nella nostra realtà non esiste più spazio per la poesia né per il teatro. Tanto vale starsene sull’isola. Non tutti accettano l’idea di Prospero: Lady Macbeth, Amleto e Puck mordono il freno per tornare in teatro, perché ritengono che le loro storie meritino ancora di essere raccontate e rappresentate davanti ad un pubblico. Solo uno dei tre potrà allontanarsi. Sarà un pubblico di giovani e giovanissimi a decidere quale delle tre storie sia la più convicente. Età consigliata: da 11 a 14 anni

CONTINUANO

Teatro Franco Parenti
Morso di luna nuova

Di Erri De Luca
2 – 14 marzo 2010

Napoli, estate del ’43. Nove persone di età, mestieri e storie differenti, rifugiate in uno scantinato, rompono le distanze tra loro e vanno insieme, prima al passo, poi fino al galoppo. Il piccolo capolavoro di Erri De Luca messo in scena da Giancarlo Sepe.
È una Napoli senza cielo quella dell’estate 1943: una città che si rintana nel buio dei rifugi antiaerei, sotto grandi volte di tufo su cui grandina la guerra con i suoi rumori, le sue angosce, i suoi tormenti. Eppure, dentro quelle catacombe, si svolge la vita di alcune persone che cercano disperatamente di tenere stretti i nodi delle loro vite aggrappandosi ad un amore in germoglio, un ideale marcito e un’allegria insensata, finché il vento della rivolta non le trascina fuori dalla tana, restituendo a ciascuna di esse un orizzonte breve che, forse, non sarà ancora cielo ma nemmeno più tenebra. Età, mestieri e storie differenti, compresse in un assedio, rompono le distanze tra loro e vanno insieme, prima al passo, poi fino al galoppo. La macchina della storia maggiore si chiude a sacco sulle vite individuali, ma ci sono sussulti in cui le singole esistenze spezzano la camicia di forza e inventano la libertà.

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Teatro Elfo
Frankenstein, ossia il Prometeo moderno
2 – 14 marzo 2010
Massini riscrive Frankenstein e rimane fedele al romanzo di Mary Shelley, considerata la fondatrice del genere fantascientifico. Il drammaturgo e regista fiorentino, mantiene le atmosfere, l’ambientazione settecentesca e i temi dell’originale, liberando il mito di Frankestein dalle stratificazioni orrorifiche da romanzo gotico.
Al centro della messa in scena c’è la solitudine e la sofferenza della Creatura, che pone agli spettatori domande fondamentali sull’esistenza, sull’identità, sulla differenza tra ciò che è normale e ciò che non lo è, attraverso una gigantesca proiezione olografa del viso di Sandro Lombardi, che regala tratti umanissimi e dolenti al vero protagonista della vicenda. Massini è interessato a cogliere il punto di vista della Creatura e per questa via riflettere sui delicati temi della nascita e della morte rispetto ai limiti della scienza, inserendosi nell’attualità del dibattito sulla bioetica.

Teatro Grassi
Arlecchino servitore di due padroni
2 – 21 marzo 2010
Arlecchino servitore di due padroni è lo spettacolo dei record.
Rappresentato in 40 Paesi del mondo e in oltre 200 città ha superato le 2.600 recite e di gran lunga il numero di due milioni e mezzo di spettatori.
Lungi dal trasformarsi in uno “spettacolo-museo”, Arlecchino conferma la sua natura di “memoria in azione”, capace di trascinare lo spettatore – come diceva Strehler – “nell’empireo del grande teatro comico, inno gioioso di liberazione”.
Il fatto che, in oltre sessant’anni, il ruolo di Arlecchino sia stato interpretato principalmente da due attori, Marcello Moretti e, dal 1963, Ferruccio Soleri (da qualche tempo alcune repliche sono affidate a Enrico Bonavera), accresce il suo carattere di eccezionalità. Soleri, che ha appena festeggiato gli ottant’anni, è “Arlecchino” e ha restituito con una straordinarialongevità scenica l’energia senza tempo del suo personaggio.
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Sogno di una notte di mezza estate
Di William Shakespeare
Per la regia di Luca Ronconi
5 – 21 marzo 2010
Straordinarie suggestioni di luci e colori, costumi raffinati, un cast di ottimi interpreti per una delle commedie più celebri, affascinanti e misteriose di Shakespeare.
Il Sogno è un capolavoro di equilibri, tra magia e realtà, amore e tradimento, aristocratici e popolo.
Luca Ronconi ha puntato l’attenzione sulle “infinite possibilità del Teatro e sul potere del sogno”, mettendo in primo piano le strane geografie dei sentimenti dettate dalla fuga dei giovani amanti da Atene e dal contrasto tra Oberon e Titania. Amori scompigliati da Puck per una notte di follia che la luce del giorno dissolve come le immagini di un sogno…

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Teatro Strehler
Piero Mazzarella racconta e interpreta Bertoldo in lingua e in dialetto
3 – 12 marzo 2010
Le sottilissime astuzie di Bertoldo (1606) di Giulio Cesare Croce è uno dei pochissimi testi di autentica vena popolare della nostra letteratura.
Il dialogo rapido, dal linguaggio diretto e plebeo, le descrizioni colorite e argute, le battute comiche e feroci a un tempo, sono la cifra del corposo villano Bertoldo, intento a rivendicare, di fronte ai potenti e ai ricchi, la dignità umana del ceto contadino, oltraggiata da millenarie umiliazioni.
Un ritratto più grande del vero, di comicità e di ferocia, di pietà e di rivolta che ben si adatta alla natura di Piero Mazzarella, che nel ’78 ha interpretato per la televisione Bertoldo e il suo Re per la regia di Silverio Blasi, alla sua voce “fasciata di bruma” fatta apposta per raccontare a soggetto. Mazzarella, infatti, racconterà senza copione, arricchendo la trama di aneddoti, soggetti dal suo repertorio, come fanno i cantastorie.
Il racconto sarà accompagnato dalle illustrazioni di Lele Luzzati.

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Teatro Strehler
Romeo & Juliet (are dead)
2 – 12 marzo 2010
Laura Pasetti e il Charioteer Theatre tornano a coinvolgere il pubblico più giovane.
Romeo & Juliet (are dead), già presentato nella scorsa stagione con straordinario successo, è un percorso avvincente alla scoperta di Shakespeare e dell’inglese.
Romeo, Giulietta e Mercuzio sono morti, ma per niente soddisfatti del finale ripercorrono le tappe fondamentali del celeberrimo plot alla ricerca di un senso, alternando ai brani recitati nell’inglese di Shakespeare a momenti di riflessione e commento in inglese moderno.
Recitato durante la settimana per il pubblico delle scuole, lo spettacolo è in scena la domenica per le famiglie: adulti e ragazzi possono così avvicinare la storia d’amore più famosa del mondo in lingua originale.
da 11 a 14 anni

Teatro Manzoni
L’oro di Napoli
2 – 28 marzo 2010
Il libro di Giuseppe Marotta “L’Oro di Napoli” viene definito una dichiarazione d’amore per la sua città, splendida e miserabile, amorosa e spietata, e per i suoi abitanti capaci di inventarsi la vita giorno per giorno. In questi racconti la Napoli di un tempo rivive senza pietismo o retorica, ma con commossa, asciutta, a volte divertita partecipazione.
Alcuni episodi del libro hanno ispirato il celebre film di Vittorio De Sica in cui di Marotta si accentua la vena umoristica più che quella malinconica. Il tema conduttore de “L’Oro di Napoli” è la pazienza, una remota, ereditaria, intelligente, superiore pazienza: la possibilità di rialzarsi dopo ogni caduta. Un film in cui viene esaltato il teatralismo del popolo dei bassi napoletani.
È da questo teatralismo che il regista Armando Pugliese intende partire per l’edizione teatrale de “L’Oro di Napoli” da lui stesso curata con Gianfelice Imparato. Edizione che verrà strutturata su una nuova ricomposizione dei racconti di Giuseppe Marotta, di cui alcuni sfruttati anche nel film, altri completamente inediti. La finalità sarà quella di comporre un grande affresco in cui si raccolgono storie, dolenti o comiche, tragiche o paradossali di un unico di quei palazzoni di cui pullula il centro storico di Napoli. Un palazzo-microcosmo popolato da personaggi che interloquiscono tra loro nell’androne, tra le scale, nella strada, sui pianerottoli, dando vita a quella coralità dolente e magica di una città anche furbesca ed ingannatrice, ma non imbastardita da un degrado che sembra inarrestabile.

Teatro Nuovo
Momix
2 – 28 marzo 2010
Momix è un gruppo di ballerini-illusionisti, capeggiato dall’americano Moses Pendleton. Noto nel mondo per le opere di eccezionale bellezza ed inventiva, fin dalla nascita ha acquisito grande fama per la sua capacità di evocare un mondo di immagini surreali usando corpo, costumi, attrezzi, luci e giochi d’ombra.

PiM Spazio Scenico
Tragedia tutta esteriore
5 – 8 marzo 2010
Uno spazio astratto dove vengono rimbalzate battute surreali, in un dialogo incalzante e rarefatto. Tragedia tutta esteriore è una storia di conflitti, di eterna lotta fra i sessi. Emozioni contrastanti muovono i poli della coppia, spostandoli come pedine fra tutti i possibili incroci di quella scacchiera che è la vita. Scappin e Vannoni così spiegano il testo: “Ci porremmo in questa indeclinabile casualità dei fatti, con l’illusione di aver scelto, di aver provocato, di aver risolto almeno un quesito. Uno di fronte all’altro, clandestini. Siamo qui per stare al gioco e non c’è nessuna norma che lo regoli. Sfidare l’irrappresentabile. Porsi tranelli, accettare i vuoti, esporre l’intimità. L’intimità di un fantoccio. Una conquista precaria”. Lui e lei, dunque. E tra loro un rapporto formale, all’apparenza tranquillo e distaccato, ma che si veste di ironia quando non di vera e propria perfidia, di una cattiveria maturata nel profondo del singolo “io” per uscire allo scoperto in un “noi” vissuto con stanchezza e disinganno

Teatro Arsenale
Il Banchiere Anarchico
di Fernando Pessoa
16 febbraio – 14 marzo 2010

Avevamo finito di cenare. Davanti a me il mio amico, il banchiere, grande commerciante e monopolista ragguardevole, fumava… Sorridendo, mi rivolsi a lui. “Pensi: alcuni giorni fa mi hanno detto che lei un tempo è stato anarchico…”. “Non è che lo sia stato: lo sono stato e lo sono. Non sono cambiato a questo riguardo. Sono anarchico”. “Questa è buona! Lei anarchico! E in che cosa lei è anarchico?… A meno che non voglia attribuire alla parola un senso differente…” “Dal comune? No, Uso la parola nel senso comune”.
Così comincia “Il banchiere anarchico”, racconto di Fernando Pessoa pubblicato per la prima volta sulla rivista “Contemporanea” nel maggio del 1922.

Teatro Out-Off
King Richard II
2 – 21 marzo 2010
Recluso nel castello di Pomfret, il deposto re Riccardo (1367-1400), solo con se stesso fra le mura petrose della sua prigione, popola il suo piccolo mondo di “Pensieri” attraverso la sua pulsante immaginazione. Incoronato a undici anni, ultimo re medioevale, contrapposto al cugino-rivale, il rinascimentale Bolingbroke, dopo vent’anni di regno, gli ultimi dei quali macchiati di dissolutezze, avidità, prevaricazioni, con l’aggiunta del grave sospetto di essere il mandante dell’assassinio dello zio Glocester, ritrova nel momento della sua fatale discesa l’altezza del suo spirito.
Partendo dalla sua debordante immaginazione, il regista ha pensato, nel rispetto dei versi shakespeariani, di evocare, in questa messinscena, gli altri personaggi in un concerto quasi medianico, rituale, anche autoironico, di visioni, suoni, parole, in cui voci e battiti risuonassero nelle cavità di Riccardo, scuotendo il suo equilibrio fino a un sottile istrionismo che non corrode però la sua infelicità, arrivando quasi al compiacimento di essere una vittima offerta alla perfidia degli uomini, per mostrarci lo spettacolo della sua tragedia, popolata nella solitudine del carcere dai fantasmi della mente.

About Elena Torresani

Si occupa di comunicazione e marketing. Nel Novembre 2008 è uscito il suo primo libro, L’inferno di Eros, ed è ora impegnata con la stesura del secondo: www.elenatorresani.com Collabora con AfterSix scrivendo di arte e teatro.