Gamer, il giocatore. Per gli amanti dell’azione e dell’adrenalina ad ogni costo, l’idea di qualcuno che combatta per la libertà, come in un videogioco, non sarà certo una novità. Avete presente il Governatore della California, al secolo Arnold Schwarzenegger? Già negli anni ’90 si pensava ad una cosa del genere: forza della tv, violenza che attrae lo spettatore, possibilità di ricompensa con la vita stessa. Il format di questo nuovo film è lo stesso che il buon Schwarzy “recitava” con dubbi risultati circa vent’anni orsono (L’implacabile), ma con la rivisitazione dovuta dall’era Facebook e dalle tecnologie in continua evoluzione.
Ken Castle (il Dexter della tv) è un programmatore di video games che ha avuto la folle idea di voler installare il proprio software nel cervello umano. Più semplicemente, ha realizzato una sorta di comunità chiamata Society, nella quale chi partecipa, può comandare un’altra persona o essere a sua volta gestito da terzi.
Le infinite possibilità di questo gioco nel quale il virtuale si mescola con il reale, gli hanno dato popolarità e grandezza, ma per averne di più, bisogna osare di più. Ecco quindi la versione “sporca” di Society, un videogame con veri carcerati, gli Slayer, comandati a distanza da altre persone in pieno stile burattinaio della morte. Del resto la vita di qualcuno sospesa sul filo della violenza è qualcosa che fa audience e nel mondo d’oggi chi ottiene questo trova spalancate tutte le porte.
E cosa accomuna il vecchio film anni ’90 ed il videogioco interattivo di Ken Castle? Semplicemente il desiderio di libertà dei “giocatori” e l’opprimente potere dei media nella società moderna. In Gamer è Kable (Garard Butler) la star osannata da tutti. Condannato a morte e sotto il controllo di un adolescente cresciuto a latte e computer, ha solo tre missioni da superare prima di vedere la libertà, prima di ritrovare una famiglia ormai divisa.
Non stiamo certo parlando di un capolavoro, nemmeno l’idea di base è una novità e se dobbiamo dirla tutta, il protagonista Kable assomiglia molto allo Iena Plissken della famosa fuga da New York. Eppure c’è un’atmosfera cupa interessante, l’azione è brutalmente coinvolgente e la colonna sonora con la Sweet Dreams di Marylin Manson si adatta alla perfezione al film-game della coppia di registi Neveldine/Taylor (un po’ scontati dopo il primo lavoro Crank).
C’è però da dire che un software come quello di Society non bisognerebbe disprezzarlo a priori: in una tv basata su reality, senza vere stelle, ma con tanta gente fasulla, comandarne le azioni non darebbe soddisfazioni? Come sarebbe bello mandare a lavorare certi elementi, magari facendoli parlare con un certo costrutto. Coraggio, giochiamo.
Regia: Mark Neveldine, Brian Taylor
Cast: Gerard Butler, Michael C. Hall, Kyra Sedwick, Amber Valletta, Ludacris
Web: http://multiplayer.it/gamer
Concorso Fotografico PhotoDreaming