Film – Green zone – Squadra che vince non si cambia?

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Nonostante le nostre “beneamate” sale cinematografiche abbiano snobbato un buon film come The hurt locker, la guerra in Iraq non si fa attendere e ritorna con prepotenza ai nostri occhi.

Green Zone, il film in questione, è la versione tutta azione della già citata pellicola vincitrice di 6 premi Oscar. Siamo sempre nel bel mezzo del conflitto fra iracheni ed americani, la squadra del tenente Miller (Matt Damon) è impiegata per scovare e bonificare le presunte zone con armi di distruzione di massa, ma qualcosa non sembra andare come previsto. I soldati arrivano, entrano con forza e coraggio nei luoghi indicati loro dall’intelligence, ma i buchi nell’acqua sono ancor più grandi delle pessime figure che l’esercito fa con il popolo americano. Milioni di dollari spesi, migliaia di morti e queste fantomatiche bombe che non si riescono a trovare. Eppure qualcuno dà delle soffiate, qualcuno dall’alto vede e gestisce la cosa a suo piacimento, quasi fosse un burattinaio alla festa del paese.

Per uscire da questo marasma e placare la polveriera Iraq, la brillante trovata del governo americano  è quella di creare una democrazia con a capo uno del posto (nonostante abbia vissuto gli ultimi vent’anni negli States), smantellare il vecchio esercito e raddrizzare le idee sbagliate degli iracheni. Potrebbe essere una soluzione, se però ci trovassimo nel mondo dei cartoni animati: nella realtà non sono tutti fessi e non tutti remano contro alla creazione di un Iraq libero.

Dopo gli ultimi due adrenalinici episodi della serie Bourne, il regista Paul Greengrass ed il sempre ottimo Matt Damon, si ritrovano per quella che sembra l’ennesima storia di spionaggio ed “uno contro tutti”. Green Zone è invece qualcosa di più sottile, più subdolo ed in fin dei conti più veritiero. Greengrass dirige una sorta di denuncia a quella che è una guerra senza capo né coda, fornendo una propria teoria degli accadimenti e mostrando che spesso il nemico è da ricercarsi dentro se stessi (Platoon insegna).

Buona la ricerca della verità che viene sviluppata con dinamismo ed intrigo degni dei migliori thriller d’azione. Bene anche il conflitto d’interessi che si scorge col passare dei minuti, ma quando poi si perde di vista l’introspezione e ci si butta sulla semplice azione vendicativa, allora si rimpiangono un po’ i vecchi film di guerra dove, spesso, il bene non trionfava. Nonostante una squadra vincente è ancora Hurt Locker ad uscire a testa alta fra i film sul conflitto in Iraq, anche se Clooney aveva già dato il meglio di sé (ma quelli erano altri tempi).

Regia:   Paul Greengrass

Cast:   Matt Damon, Greg Kinnear, Amy Ryan, Brendan Gleeson

Web:   www.greenzonemovie.com

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About Cristian Villa

E‘ uno come tanti, con un mestiere come tanti, ma con un ego shakerato fra Michael Corleone e Luciana Littizzetto. Nato nella provincia milanese, la visione del mondo lo ha affascinato, ma Milano è la sua città. Per Aftersix scrive di cinema.