Teatro – Il meglio della settimana

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INIZIANO

Teatro Nuovo
Ciao Frankie
11 – 23 maggio 2010
Lo spettacolo di Massimo Lopez è un divertente slalom tra l’appassionante repertorio musicale di Frank Sinatra ed il trascinante intrattenimento del pubblico, tra un brano e l’altro, fatto di divertenti monologhi sui più svariati argomenti, le sue irresistibili e a volte “improbabili” imitazioni unite ad una buona dose di esilaranti e coinvolgenti momenti di pura improvvisazione che contagiano nella risata oltre che lo spettatore anche tutto il cast.

Teatro Franco Parenti
Gerarchia delle corna
11 – 16 maggio 2010
Dal “Cornuto in erba” al “Cornuto postumo” descritti con minuzia di termini e cifre che lasciano poco spazio alle illusioni.
Il geniale utopista Charles Fourier ci intrattiene sul problema delle corna, armato solo di un pallottoliere. Il suo metodo però non è la sociologia, ma l’analisi matematica; suoi strumenti sono i numeri. Ecco allora affiorare lo sconsolato e sconfinato mondo dei cornuti, raggruppati in grandi serie, dalle quali discendono a loro volta decine di specie e tipi: un impressionante elenco di modi di fare e subire le corna. Un divertissement ironico e grattacapi garantiti.

Teatro Grassi
Donna Rosita Nubile
Di Garcia Lorca
14 maggio – 6 giugno 2010
Trent’anni della vita di una donna di provincia si consumano davanti al nostro sguardo, allo stesso modo in cui si consuma in un giorno l’altra protagonista della storia, la rosa mutabilis. Promessa a un giovane che dopo il fidanzamento lascia la Spagna, Rosita lo attende per vent’anni, fiduciosa che lui tornerà, come le promette in periodiche lettere. Ma gli anni passano, le amiche di Rosita si sposano ed hanno bambini, il fidanzato non torna e la giovane appassisce,
come la rosa mutabilis che lo zio di lei ama coltivare. L’ovvio verrà alla luce: il fidanzato di Rosita si è sposato in Argentina e non ha avuto il coraggio di rivelarglielo. Ma forse lei sapeva…
Federico García Lorca in quest’opera si allontana dalla durezza della campagna per scrivere un poema leggero, una commedia delicata, il più cechoviano dei suoi testi, dove si mescolano dal vivo lo scontro tra la memoria e la vita con la sua forza misteriosa, tra la fedeltà ad un ricordo ed il mondo che si muove davanti a noi e con noi. E per ultimo, benché talvolta sia ciò che più conta, Donna Rosita è una grande, grande storia d’amore, raccontata con un profondo lirismo.

Teatro Arsenale
Teste tonde e teste a punta
Di Bertolt Brecht
13 – 30 maggio 2010
Gli attori entrano e prendono parte alla commedia, che a poco a poco declina in farsa senza soluzione alcuna. Gli attori sono uomini, uomini come noi, divergono tra loro in differenze che altrove potremmo dire sottili, ma nella farsa che andiamo a raccontare tali scarti si notano, eccome! Il paese dove avvengono i fatti è un paese lontano, lasciato dietro l’angolo apposta per non sentirne troppo l’odore di somiglianza, imbarazzante somiglianza con cose che accadono a pochi passi da noi, se non addirittura qui. Il gioco è l’antico gioco di ombre e luci che attirano lo sguardo in un altro punto della scena, mentre davanti agli occhi si consuma la tragedia dell’uomo nella sua completa stoltezza: gli attori proveranno a divertirci ma dovranno arrendersi alla caduta, inevitabile caduta che l’uomo acconcia per i propri simili, e che nemmeno più chiama come tali. Ci alzeremo da terra con la sensazione che qualcosa sia cambiato o stia per cambiare, anzi no, con la sensazione di esser venuti per nulla, e che tanto sapevamo già come sarebbe andata a finire, e che siamo rimasti immobili comunque, e che non era affar nostro ma degli attori invertir la storia, e il corso delle cose. E ci alzeremo da terra per tornare anche noi alle luci e alle ombre di quello che non vogliamo vedere. Invincibile rimane l’antica differenza, quella tra il ricco e il povero. Il contadino voleva esser la lenza ma l’han pescato, non fa più resistenza…

Teatro Oscar
Vestire gli ignudi
Di Luigi Pirandello
12 – 30 maggio 2010

CONTINUANO

Teatro Libero
Liberi Amori Possibili – Rassegna teatro omosessuale
3 – 11 maggio 2010
Dopo il primo anno di sperimentazione, un secondo anno ricco di soddisfazioni, e un terzo che ha sancito il successo della rassegna, la quarta edizione propone al pubblico milanese un programma di 9 spettacoli, una manifestazione artistica di circa 2 settimane, che vuole introdurre il confronto sul tema dell’omosessualità. Una rassegna che mirava, ed è riuscita, a diventare un appuntamento annuale.

3 maggio – PELLE
4 maggio – LE ROSE DI JURGEN
5 maggio – L’ULTIMO SANREMO DEL MILLENIO
6 maggio – ONE NEW MAN SHOW
7 maggio – THE HOUSEBOY
8 maggio – PRIGIONIERI DEL SESSO
9 maggio – ULTIMA STAGIONE IN SERIE A
10 maggio – TUTTONOSTRO
11 maggio – ALEXIS

Teatro Elfo Puccini – sala Shakespeare
Happy Family
4 – 30 maggio 2010
“Una confessione camuffata, un diario mascherato una commedia che parla della paura di diventare grandi, di cambiare la nostra vita per qualcos’altro che non conosciamo”.
È tutto questo, ma anche molto di più Happy family: ci racconta le “avventure” di due famiglie di oggi, in equilibrio precario, vive felici e confuse, che incrociano i destini a causa dei figli quindicenni caparbiamente decisi a sposarsi. Un banale incidente stradale catapulta il protagonista-narratore, Ezio, al centro di questo microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati.

Teatro Strehler
Il Mistero Buffo di Dario Fo (PS: nell’umile versione pop)
4 – 30 maggio 2010
Paolo Rossi, giullare dei giorni nostri, reinventa Mistero Buffo, testo che Dario Fo presentò per la prima volta nel 1969 e per il quale ricevette il Nobel per la Letteratura.
Un omaggio al maestro, cui lo lega anche una personale amicizia, con un testo-archetipo di un genere, il teatro di narrazione, particolarmente consono alle doti istrioniche dell’attore. Mistero Buffo è un monologo che si svela nella peculiarità del linguaggio, una vera e propria lingua creata ex novo, fortemente onomatopeica, il grammelot, un mix linguistico nel quale riecheggiano vagamente le sonorità dialettali del Nord Italia. Un artificio linguistico utilizzato fin dal Medioevo dai giullari, attori itineranti e compagnie di comici dell’arte che recitavano nelle strade e nelle piazze usando intrecci di lingue e dialetti diversi miste a parole inventate, rafforzandole con una forte mimica e gestualità per rendersi facilmente comprensibili a tutti. Fo, che fin dagli anni Settanta si era dedicato allo studio ed all’approfondimento della storia del Teatro Medievale, ricrea a modo suo quel mondo perduto attualizzando la figura del giullare, interprete dei malumori del popolo verso i detentori del potere; rilegge in chiave buffonesca i misteri religiosi e rovescia il punto di vista di chi ascolta sottolineando le mistificazioni di avvenimenti storici e letterari che si sono succeduti nel corso dei secoli.
Mistero Buffo ha conosciuto un successo immenso realizzando cinquemila allestimenti in tutto il mondo. Come trasformerà lo spettacolo, questa volta, Paolo Rossi?

Teatro Strehler
Magic People Show
4 – 16 maggio 2010
Magic People Show, restituisce, nella furia del grottesco e nella violenza del paradosso, lo sfascio sociale, la deriva morale, l’esausta tolleranza di un popolo formato da sudditi della televisione, consumatori globali, schiavi della pubblicità, venditori di spiagge e di aria, risanatori dell’economia nazionale, in un compendio estremamente lucido, quanto disarmante, delle possibili tipologie umane del nostro tempo. “Ci riguarda”, è il commento di Andrea Renzi, tra i realizzatori dell’allestimento. “Questo è quello che diremmo se fossimo costretti a spiegare in una battuta perché abbiamo scelto di mettere in scena il libro di Giuseppe Montesano”. In scena si rivelano i mostri e le storie di un brulicante condominio, un universo comico e concentrazionario, dove tutto è ed accade al contrario. “Un mondo”, sottolinea l’autore Giuseppe Montesano, “dove quelli che rubano sono padri e mariti felici e quelli che non rubano sono denunciati dai figli; dove i ricchi, che diventano ricchi vessando i poveri, sono adorati dai poveri vessati che li ringraziano; dove chi è per la legalità viene arrestato e chi è contro la legalità diventa un idolo del popolo; dove chi non si lascia corrompere è un venduto e un bugiardo, e chi si vende è un genio e un santo”. Ritratto di un’Italia ridotta a un rissosissimo condominio sovraffollato, sempre più degradata dalla politica, e di un popolo che, perdute le caratteristiche impresse da secoli di civiltà, diventa simile a tutto il peggio del mondo occidentale. “In questo senso”, aggiunge Montesano”, lo spettacolo intende mostrare a tutto l’Occidente liberale, civile e democratico, come si possa sprofondare lentamente nella colla della menzogna e smettere di essere liberali, civili e democratici”.
In scena quattro attori su un tavolino da salotto, gomito a gomito come sardine in una scatola mentale, per ricreare sia la sensazione della mancanza di spazio interiore del condominio coatto, che per restituire il senso di nevrotico sovraffollamento del condominio globale. A loro il compito di dare vita al pullulare comico di personaggi demenziali, “lasciati liberi di sproloquiare ed esprimersi in tutta la loro ridicola e ripugnante miseria, per poter comprendere appieno che diventare disumani, cretini, servi e morti in vita non è normale, e, per fortuna, non tutti lo fanno”.

Teatro dei Filodrammatici
We Porn
7 – 23 maggio 2010
WEPORN è una versione contemporanea del GIROTONDO di Schnitzler, testo vietato dalla censura imperiale tedesca perché ritenuto pornografico.
Al posto dei soldati, delle dame e dei nobili della Vienna fin de siecle, troviamo icone della nostra attualità come il vincitore di un reality costretto a fare lo gigolò, un’insegnante di liceo innamorata del suo allievo e ragazzine disposte a qualche sacrificio pur di far carriera.
Lo spettacolo, diviso in sei scene, presenta una catena di incontri sessuali a due, in cui uno dei personaggi della scena precedente appare anche in quella successiva.
Come in una danza ininterrotta, tutti passano da un letto all’altro e da un corpo all’altro, nel tentativo di soddisfare il proprio desiderio.
La vittima illustre è proprio il sesso, ridotto di questi tempi a semplice strumento per ottenere privilegi, soddisfare ambizioni, esercitare potere e mettersi in mostra.
WEPORN è il mondo visto con un po’ di sconforto e un bel po’ di ridicolo, il mondo che si vedrebbe zappando in un Hotel di lusso con pay per view in offerta speciale e la speranza che qualcun altro paghi il conto.

Teatro Studio
Mostra-spettacolo
La mostra – Il bosco magico
Percorso guidato alla mostra – Canto la storia dell’astuto Ulisse
8 – 30 maggio 2010
Un affascinante viaggio tra le ombre, un po’ come quello che fece Ulisse, ma le ombre in questo caso sono quelle di Emanuele Luzzati e l’avventura di Ulisse avrà nei panni di novello cantastorie Flavio Albanese che dello spettacolo cura anche l’allestimento.
Piccolo Teatro e Teatro Gioco Vita nuovamente insieme per un progetto che ha come elemento centrale la mostra Il bosco magico di Emanuele Luzzati, all’interno della quale prende vita lo spettacolo Canto la storia dell’astuto Ulisse a cura di Flavio Albanese.
Dedicato alle scuole e agli spettatori più piccoli, Canto la storia dell’astuto Ulisse, al Piccolo Teatro Studio dall’8 al 30 maggio, è il racconto dell’Odissea. L’affascinante mondo dell’antica Grecia rivive nel mito di Ulisse e delle sue avventure, a partire dalla guerra di Troia per arrivare al lunghissimo viaggio che doveva ricondurlo a casa dopo mille incontri e peripezie.
Evocati dalle voci degli attori e dal gioco magico delle ombre, i personaggi del grande testo epico sono riportati in vita nel semplice linguaggio del racconto, per affascinare gli spettatori, grandi e piccini, e avvicinarli al mondo di Omero e dei miti classici.
Andiamo a fare un viaggio nella terra dei Giganti? Volete imparare dalla Maga Circe, la figlia del Sole, come si fa la pozione magica che trasforma gli uomini in maiali? Sapete dove dobbiamo cercare un indovino vero che ci racconti il nostro futuro? Avete mai sentito il famoso canto delle Sirene? Lo vorreste sentire? Sapete quanti piedi ha il drago Scilla? Dodici! E quante teste? Sei!!! Se riusciremo ad attraversare il regno delle ombre senza svegliarle, ad imparare come separare la luce dal buio e a pronunciare le parole segrete per parlare con l’indovino, allora vedremo tutto questo mondo nella famosa storia di Ulisse: l’Odissea. Ulisse è un eroe dell’antica Grecia. Pensate che tutti i bambini di Atene a scuola imparavano a memoria le storie di Ulisse, lo conoscevano come fosse un loro compagno. Ulisse è scaltro. E un tipo incredibilmente furbo. Possiede una qualità che i Greci chiamano “métis”: astuzia. Il viaggio di Ulisse comincia con una battaglia furiosa, la famosa guerra di Troia che fu vinta dai Greci grazie a un’astuzia di Ulisse. Dovete sapere però che Ulisse non aveva tanta voglia di partire per la guerra e così appena finì di combattere tornò a casa nella sua isola: Itaca. Gli Dei però, gli concessero di tornare a casa sano e salvo solo dopo aver visto e combattuto Giganti, Maghi, Draghi, Sirene ed essere stato nel regno delle Ombre dove un indovino gli svelò i segreti del suo futuro.

Teatro Manzoni
La strada
4 – 30 maggio 2010
Portare in scena “La strada” pone sicuramente l’inevitabile domanda di come uscire dal confronto con uno dei più grandi capolavori della cinematografia internazionale. La risposta è stata trovata proprio nell’adattamento teatrale scritto anni fa da Bernardino Zapponi e Tullio Pinelli (quest’ultimo collaboratore alla sceneggiatura con Federico Fellini e Ennio Flaiano) che, pur restituendo la trama e i dialoghi del film, inventa qualcosa di nuovo, squisitamente teatrale, spostandosi in una dimensione poetica che va oltre la sfera realistica del film e ci porta altrove. A questo è stata aggiunta la costruzione di una tessitura musicale e canora che accompagnerà l’intero spettacolo, conferendogli quel taglio epico necessario per approdare a una qualche riflessione. La poetica dello spettacolo sarà centrata, da una parte, sul rapporto – o meglio sull’impossibilità di un rapporto – tra Zampanò e Gelsomina, sulla loro difficoltà insormontabile di ascoltarsi, e dall’altra, sul mondo in cui essi si muovono – la “strada” appunto – in mezzo a persone che forse hanno in comune solo la ricerca disperata del sostentamento.Come nel film il collante resterà il Circo, sebbene qui assumerà una valenza narrativa diversa, forse un po’ meno naif, a servizio di una messa in scena che si propone di mostrare, anche con una certa violenza, la tragedia quotidiana di un’umanità degradata e marginale, che potrebbe essere meno lontana da noi di quanto pensiamo. Accanto a Massimo Venturiello che assumerà le sembianze del rozzo saltimbanco Zampanò, e alla sperduta e tenerissima Gelsomina di Tosca, ci sarà un affiatato gruppo di attori sotto la direzione attenta dello stesso Massimo Venturiello che, insieme a Nicola Fano, ha scritto anche i testi delle canzoni. Grande rilevanza nello spettacolo risultano avere le musiche originali di Germano Mazzocchetti, le suggestive scene di Alessandro Chiti e i coloratissimi costumi di Sabrina Chiocchio.

Teatro CRT
La signora che guarda negli occhi
4 – 16 maggio 2010
Dare voce e azione alla trappola sotterranea che pizzo e usura serrano intorno alle loro prede è cercare di rappresentare l’irrappresentabile guardando negli occhi la paura e sfidandola con parole quotidiane, parole riconoscibili che sanno stare sulla bocca di vittime e carnefici con la stessa efficacia. “Chi deve pagare pagherà”. La signora che guarda negli occhi è un confronto a viso aperto con un tema che fonda la sua esistenza sull’imperativo delle non parole, sul silenzio, sull’omertà. Sulla paura. La paura è una signora che guarda negli occhi e costringe ad abbassare la testa, e una società civile stretta nella morsa della paura è destinata a soccombere.

Teatro Derby
Caveman, l’uomo delle caverne
Con Maurizio Colombi – Regia Teo Teocoli
6 – 9 maggio / 13 – 16 maggio 2010
Sei al 7° anno di matrimonio? Ti stai per sposare? Vi state lasciando? State per andare a vivere insieme? Ti conviene vedere Caveman….

About Elena Torresani

Si occupa di comunicazione e marketing. Nel Novembre 2008 è uscito il suo primo libro, L’inferno di Eros, ed è ora impegnata con la stesura del secondo: www.elenatorresani.com Collabora con AfterSix scrivendo di arte e teatro.