INIZIANO
Teatro CRT
Pink, Me & The Roses
26 – 27 maggio 2010
Una riflessione pop sul “perché tutti i nostri tentativi di dialogo sembrino destinati all’insuccesso e sul perché sia proprio il linguaggio a segnarne il fallimento” (dalla motivazione della giuria). Ma il punto d’approdo non vuole essere pessimistico; al contrario si ricerca una nuova possibilità di essere onesti, parlando direttamente, da uomo a uomo. Così, tentando un superamento, in verità impossibile, delle convenzioni del teatro, “il palco svuotato, anziché mostrarsi come luogo dello spopolamento, può farsi luogo dell’accoglienza” (dalla motivazione della giuria).
Teatro San Babila
Il Barbiere di Siviglia
DAL 25 AL 30 MAGGIO e il 5 e 6 GIUGNO 2010
Melodramma buffo in due atti di Cesare Sterbini
Musica di Gioacchino Rossini
Il conte di Almaviva è innamorato di Rosina, pupilla del vecchio e geloso Don Bartolo che cerca di ostacolarne in ogni modo le nozze per non rinunciare ad amministrare le ricchezze della giovane. Il Conte si affida a Figaro, barbiere e factotum della città, seguendone i consigli riguardo il corteggiamento e accettando di spacciarsi per un comune soldato per non fare colpo solo con il suo blasone e grazie ai quali raggiunge il suo scopo facendo innamorare di sé la bella Rosina.Tutto sembra procedere per il meglio, fino a che Rosina scopre il trucco e, sentendosi presa in giro e spinta anche da Don Bartolo, decide di respingere per la corte del Conte.Dopo mille peripezie e travestimenti, grazie soprattutto all’aiuto di Figaro i due innamorati riusciranno a convolare a giuste nozze
CONTINUANO
Teatro Libero
Coppia aperta quasi spalancata
19 – 29 maggio 2010
La coppia e i suoi luoghi comuni sono al centro dello spettacolo COPPIA APERTA QUASI SPALANCATA di Dario Fo e Franca Rame, per la regia di Eugenio de’ Giorgi.
È la storia grottesca di due coniugi alle prese con un matrimonio che sta andando alla deriva: la “coppia aperta” è un’invenzione del marito per giustificare le sue infedeltà di immaturo, vanaglorioso Don Giovanni, con comico strazio della moglie ridotta a maldestri tentativi di suicidio. Fino a che di questi vantaggi gode il maschio tutto bene, ma cosa succede quando la donna, superate le iniziali ritrosie, decide di prendersi la sua parte di libertà?
“Coppia aperta quasi spalancata – scrive il regista Eugenio de’ Giorgi – è un testo straordinario sulla relazione di coppia. Dopo vent’anni non è cambiato per niente. Si finge una parità, una normalità, ma le conquiste delle donne e il rapporto con l’altro, sono sempre al limite. Non a caso i matrimoni sono in forte calo, ed i rapporti sono più che mai aperti. È un bene? un male? Non è questo il problema.”
Sono passati un po’ di anni dalla prima rappresentazione di questo testo, eppure la forza e l’attualità di quest’opera sono più che mai evidenti. “Una cosa che adoro – prosegue il regista – del teatro di Fo e Rame è la forza del linguaggio popolare ed il messaggio sempre attuale e ironico.”
Teatro Franco Parenti
Lulù
Di Carlo Bertolazzi
21 – 27 maggio 2010
Per la prima nuova produzione della stagione Andrée Ruth Shammah mette in scena un grande autore lombardo, Carlo Bertolazzi, fra i più rappresentativi a cavallo fra 800 e 900 con i suoi ritratti di una Milano di contrasti dove passioni, amori, speranze di cortile e di ringhiera si scontrano con l’agiatezza e il benessere dei quartieri alti. Vittima inconsapevole di un’aspirazione al salto di classe, ad un modo di essere che non capisce e che la esclude è Lulù, figura femminile fra le più vive del nostro teatro. Leggera, istintiva, sincera anche nella menzogna, Lulù sarà ancora più vicina a noi in un allestimento che amplificherà la modernità di questo testo con l’apporto delle tecnologie. Nel ruolo della protagonista Sabrina Colle, rivelazione in Ondine, con la quale Andrèe Ruth Shammah restituirà un personaggio contemporaneo nella sua sensualità, inquietudine e fragilità. Lulù proietta fino a noi un antico sogno d’amore, la storia eterna di una ragazza bella e povera, una farfalla che nel suo volo attrae gli uomini e si innamora di uno studente figlio di papà. La natura di Lulù sfugge anche al giovane che la sposerà. Catturata nelle convenzioni di una società che le è estranea, continuamente bisognosa di conferme e prove d’amore, fra slanci e finzioni, comicità e commozione, Lulù si dibatte nelle contraddizioni fino al finale dove svanirà, inconsapevole, allo stesso tempo traditrice e innamorata.
Teatro Grassi
Donna Rosita Nubile
Di Garcia Lorca
14 maggio – 6 giugno 2010
Trent’anni della vita di una donna di provincia si consumano davanti al nostro sguardo, allo stesso modo in cui si consuma in un giorno l’altra protagonista della storia, la rosa mutabilis. Promessa a un giovane che dopo il fidanzamento lascia la Spagna, Rosita lo attende per vent’anni, fiduciosa che lui tornerà, come le promette in periodiche lettere. Ma gli anni passano, le amiche di Rosita si sposano ed hanno bambini, il fidanzato non torna e la giovane appassisce,
come la rosa mutabilis che lo zio di lei ama coltivare. L’ovvio verrà alla luce: il fidanzato di Rosita si è sposato in Argentina e non ha avuto il coraggio di rivelarglielo. Ma forse lei sapeva…
Federico García Lorca in quest’opera si allontana dalla durezza della campagna per scrivere un poema leggero, una commedia delicata, il più cechoviano dei suoi testi, dove si mescolano dal vivo lo scontro tra la memoria e la vita con la sua forza misteriosa, tra la fedeltà ad un ricordo ed il mondo che si muove davanti a noi e con noi. E per ultimo, benché talvolta sia ciò che più conta, Donna Rosita è una grande, grande storia d’amore, raccontata con un profondo lirismo.
Teatro Arsenale
Teste tonde e teste a punta
Di Bertolt Brecht
13 – 30 maggio 2010
Gli attori entrano e prendono parte alla commedia, che a poco a poco declina in farsa senza soluzione alcuna. Gli attori sono uomini, uomini come noi, divergono tra loro in differenze che altrove potremmo dire sottili, ma nella farsa che andiamo a raccontare tali scarti si notano, eccome! Il paese dove avvengono i fatti è un paese lontano, lasciato dietro l’angolo apposta per non sentirne troppo l’odore di somiglianza, imbarazzante somiglianza con cose che accadono a pochi passi da noi, se non addirittura qui. Il gioco è l’antico gioco di ombre e luci che attirano lo sguardo in un altro punto della scena, mentre davanti agli occhi si consuma la tragedia dell’uomo nella sua completa stoltezza: gli attori proveranno a divertirci ma dovranno arrendersi alla caduta, inevitabile caduta che l’uomo acconcia per i propri simili, e che nemmeno più chiama come tali. Ci alzeremo da terra con la sensazione che qualcosa sia cambiato o stia per cambiare, anzi no, con la sensazione di esser venuti per nulla, e che tanto sapevamo già come sarebbe andata a finire, e che siamo rimasti immobili comunque, e che non era affar nostro ma degli attori invertir la storia, e il corso delle cose. E ci alzeremo da terra per tornare anche noi alle luci e alle ombre di quello che non vogliamo vedere. Invincibile rimane l’antica differenza, quella tra il ricco e il povero. Il contadino voleva esser la lenza ma l’han pescato, non fa più resistenza…
Teatro Oscar
Vestire gli ignudi
Di Luigi Pirandello
12 – 30 maggio 2010
Teatro Elfo Puccini – sala Shakespeare
Happy Family
4 – 30 maggio 2010
“Una confessione camuffata, un diario mascherato una commedia che parla della paura di diventare grandi, di cambiare la nostra vita per qualcos’altro che non conosciamo”.
È tutto questo, ma anche molto di più Happy family: ci racconta le “avventure” di due famiglie di oggi, in equilibrio precario, vive felici e confuse, che incrociano i destini a causa dei figli quindicenni caparbiamente decisi a sposarsi. Un banale incidente stradale catapulta il protagonista-narratore, Ezio, al centro di questo microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati.
Teatro Strehler
Il Mistero Buffo di Dario Fo (PS: nell’umile versione pop)
4 – 30 maggio 2010
Paolo Rossi, giullare dei giorni nostri, reinventa Mistero Buffo, testo che Dario Fo presentò per la prima volta nel 1969 e per il quale ricevette il Nobel per la Letteratura.
Un omaggio al maestro, cui lo lega anche una personale amicizia, con un testo-archetipo di un genere, il teatro di narrazione, particolarmente consono alle doti istrioniche dell’attore. Mistero Buffo è un monologo che si svela nella peculiarità del linguaggio, una vera e propria lingua creata ex novo, fortemente onomatopeica, il grammelot, un mix linguistico nel quale riecheggiano vagamente le sonorità dialettali del Nord Italia. Un artificio linguistico utilizzato fin dal Medioevo dai giullari, attori itineranti e compagnie di comici dell’arte che recitavano nelle strade e nelle piazze usando intrecci di lingue e dialetti diversi miste a parole inventate, rafforzandole con una forte mimica e gestualità per rendersi facilmente comprensibili a tutti. Fo, che fin dagli anni Settanta si era dedicato allo studio ed all’approfondimento della storia del Teatro Medievale, ricrea a modo suo quel mondo perduto attualizzando la figura del giullare, interprete dei malumori del popolo verso i detentori del potere; rilegge in chiave buffonesca i misteri religiosi e rovescia il punto di vista di chi ascolta sottolineando le mistificazioni di avvenimenti storici e letterari che si sono succeduti nel corso dei secoli.
Mistero Buffo ha conosciuto un successo immenso realizzando cinquemila allestimenti in tutto il mondo. Come trasformerà lo spettacolo, questa volta, Paolo Rossi?
Teatro Studio
Mostra-spettacolo
La mostra – Il bosco magico
Percorso guidato alla mostra – Canto la storia dell’astuto Ulisse
8 – 30 maggio 2010
Un affascinante viaggio tra le ombre, un po’ come quello che fece Ulisse, ma le ombre in questo caso sono quelle di Emanuele Luzzati e l’avventura di Ulisse avrà nei panni di novello cantastorie Flavio Albanese che dello spettacolo cura anche l’allestimento.
Piccolo Teatro e Teatro Gioco Vita nuovamente insieme per un progetto che ha come elemento centrale la mostra Il bosco magico di Emanuele Luzzati, all’interno della quale prende vita lo spettacolo Canto la storia dell’astuto Ulisse a cura di Flavio Albanese.
Dedicato alle scuole e agli spettatori più piccoli, Canto la storia dell’astuto Ulisse, al Piccolo Teatro Studio dall’8 al 30 maggio, è il racconto dell’Odissea. L’affascinante mondo dell’antica Grecia rivive nel mito di Ulisse e delle sue avventure, a partire dalla guerra di Troia per arrivare al lunghissimo viaggio che doveva ricondurlo a casa dopo mille incontri e peripezie.
Evocati dalle voci degli attori e dal gioco magico delle ombre, i personaggi del grande testo epico sono riportati in vita nel semplice linguaggio del racconto, per affascinare gli spettatori, grandi e piccini, e avvicinarli al mondo di Omero e dei miti classici.
Andiamo a fare un viaggio nella terra dei Giganti? Volete imparare dalla Maga Circe, la figlia del Sole, come si fa la pozione magica che trasforma gli uomini in maiali? Sapete dove dobbiamo cercare un indovino vero che ci racconti il nostro futuro? Avete mai sentito il famoso canto delle Sirene? Lo vorreste sentire? Sapete quanti piedi ha il drago Scilla? Dodici! E quante teste? Sei!!! Se riusciremo ad attraversare il regno delle ombre senza svegliarle, ad imparare come separare la luce dal buio e a pronunciare le parole segrete per parlare con l’indovino, allora vedremo tutto questo mondo nella famosa storia di Ulisse: l’Odissea. Ulisse è un eroe dell’antica Grecia. Pensate che tutti i bambini di Atene a scuola imparavano a memoria le storie di Ulisse, lo conoscevano come fosse un loro compagno. Ulisse è scaltro. E un tipo incredibilmente furbo. Possiede una qualità che i Greci chiamano “métis”: astuzia. Il viaggio di Ulisse comincia con una battaglia furiosa, la famosa guerra di Troia che fu vinta dai Greci grazie a un’astuzia di Ulisse. Dovete sapere però che Ulisse non aveva tanta voglia di partire per la guerra e così appena finì di combattere tornò a casa nella sua isola: Itaca. Gli Dei però, gli concessero di tornare a casa sano e salvo solo dopo aver visto e combattuto Giganti, Maghi, Draghi, Sirene ed essere stato nel regno delle Ombre dove un indovino gli svelò i segreti del suo futuro.
Teatro Manzoni
La strada
4 – 30 maggio 2010
Portare in scena “La strada” pone sicuramente l’inevitabile domanda di come uscire dal confronto con uno dei più grandi capolavori della cinematografia internazionale. La risposta è stata trovata proprio nell’adattamento teatrale scritto anni fa da Bernardino Zapponi e Tullio Pinelli (quest’ultimo collaboratore alla sceneggiatura con Federico Fellini e Ennio Flaiano) che, pur restituendo la trama e i dialoghi del film, inventa qualcosa di nuovo, squisitamente teatrale, spostandosi in una dimensione poetica che va oltre la sfera realistica del film e ci porta altrove. A questo è stata aggiunta la costruzione di una tessitura musicale e canora che accompagnerà l’intero spettacolo, conferendogli quel taglio epico necessario per approdare a una qualche riflessione. La poetica dello spettacolo sarà centrata, da una parte, sul rapporto – o meglio sull’impossibilità di un rapporto – tra Zampanò e Gelsomina, sulla loro difficoltà insormontabile di ascoltarsi, e dall’altra, sul mondo in cui essi si muovono – la “strada” appunto – in mezzo a persone che forse hanno in comune solo la ricerca disperata del sostentamento.Come nel film il collante resterà il Circo, sebbene qui assumerà una valenza narrativa diversa, forse un po’ meno naif, a servizio di una messa in scena che si propone di mostrare, anche con una certa violenza, la tragedia quotidiana di un’umanità degradata e marginale, che potrebbe essere meno lontana da noi di quanto pensiamo. Accanto a Massimo Venturiello che assumerà le sembianze del rozzo saltimbanco Zampanò, e alla sperduta e tenerissima Gelsomina di Tosca, ci sarà un affiatato gruppo di attori sotto la direzione attenta dello stesso Massimo Venturiello che, insieme a Nicola Fano, ha scritto anche i testi delle canzoni. Grande rilevanza nello spettacolo risultano avere le musiche originali di Germano Mazzocchetti, le suggestive scene di Alessandro Chiti e i coloratissimi costumi di Sabrina Chiocchio.
Teatro Elfo Puccini (Sala Fassbinder)
Maratona di New York
21 – 30 maggio 2010
Una commedia che corre da sola da quindici anni e una sfida vinta dai due protagonisti che corrono per tutta la durata della pièce. Cristian Giammarini e Giorgio Lupano, nella doppia veste di registi e interpreti, condividono la sfida di recitare correndo. Nessun vincitore però perché il primo e l’ultimo nello spettacolo, come nella vita, sono solo una fantasia sbagliata. Un sogno. Una classifica provvisoria della nostra fragile mente. «Cristian Giammarini e Giorgio Lupano hanno dato una visione onirica di Maratona e il video alle loro spalle è una novità che ho molto apprezzato. Hanno costruito una regia coerente, ricca di invenzioni e con un finale molto bello. Mi sono da subito fidato perché li ho visti determinati ed ho intuito la loro esigenza di portare in scena il mio testo. Cristian e Giorgio avevano un preciso disegno emotivo da seguire, così li ho lasciati liberi di agire senza interferire più di tanto. Il risultato? Eccellente, i due attori hanno trovato il loro equilibrio, centrando in pieno il testo». Edoardo Erba





Concorso Fotografico PhotoDreaming