Divi ed antidivi a confronto, al Forma

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Erwin Olaf e Phil Stern sono i protagonisti assoluti  di due straordinarie mostre allo Spazio Forma. I due artisti sono divisi da un notevole divario sia temporale – sono nati infatti a cinquant’anni di distanza l’uno dall’altro – che tecnico. Forma li riunisce e scopriamo che non è una cattiva idea.

Phil Stern è stato il fotografo di Hollywood, l’amico personale di James Dean, Frank Sinatra e molti altri. Si è mosso in punta di piedi sulle scene dei set cinematografici, catturando gli attimi di pausa, di relax, di naturalezza espressiva dei volti più famosi del mondo. Con Stern i divi sono scesi al rango di persone comuni, come mostrano gli occhi spiritati di Marilyn Monroe, o di James Stewart che scherza con una scimmia tra un ciak e l’altro, o ancora uno stanco Marlon Brando che riposa sul set de “Il selvaggio”.

Stern li coglie negli attimi in cui noi non li abbiamo mai visti, i divi degradano ad antidivi, senza però perdere un solo grammo del loro fascino.

La mostra porta il titolo, non casuale, di “Sulla scena”. Quasi come fosse un freddo reportage, un resoconto, un documento. Ma la straordinaria forza espressiva convince tutti, che quei volti fotografati da Stern non possono essere di persone comuni. La bellezza, il fascino, il carisma attraversano l’obiettivo anche a più di mezzo secolo di distanza.

Erwin Olaf, con la sua “Vite private”, non cattura la scena che vede, non coglie l’attimo che fugge, ma si crea la scena da sé. Artista provocatorio e geniale, ha spaziato fra i reportage giornalistici e importanti campagne pubblicitarie (Levi’s, Microsoft, Nokia), e non è mai passato inosservato. Ricordiamo tutti le sue provocazioni a sfondo erotico, come protesta verso l’uso consumistico del sesso nella pornografia. Ma questa volta a Forma, luogo della sua prima grande personale in Italia, ha fatto il bravo ragazzo.

Qui infatti presenta le sue ultime sette serie realizzate: Rain, Hope, Grief, Fall, Dawn, Dusk e Hotel. Gli argomenti sono i più vasti, ma il filo conduttore sembra essere quel suo uso sapiente di colori e luci, di queste scene patinate, di technicolor anni ’50, con modelli che sembrano degli immobili manichini, quasi a sottolineare quella alienazione che accompagna sempre ogni forma di benessere da boom economico.

Le scenografie sono stanze di hotel di lusso, camere da letto, ma anche anonime case abitate dalla middle class americana. Scene surreali, oniriche, a volte comiche ma forse per questo inquietanti, che rimarcano la perdita di individualità dei protagonisti, come fossero pezzi di arredamento. Sono l’esatto contrario dei divi di Stern: con Olaf gli antidivi tentano di muoversi sulla scena come i divi, ma non vanno oltre il grottesco ed il paradossale.

Forma riesce abilmente in questa unione degli opposti, e  lasciare che si attraggano reciprocamente sembra aver avuto davvero successo. E ai più malfidenti  diciamo che la data di inizio (il 17 Giugno), e quelle di chiusura (12 Settembre), sono le stesse. No, non può essere solo una coincidenza.

“Sulla scena” di Phil Stern-“Vite Private” di Erwin Olaf
17 Giugno-12 Settembre 2010
Spazio Forma, via Tito Lucrezio Caro, 1 Milano

About Giuseppe Zinno

E’ la rappresentanza meridionale in Aftersix. Nasce nel Cilento e, dopo una lunga parentesi romana, approda in questa città che, mistero per tanti ma non per lui, riesce a farlo stare bene. Per Aftersix, e per sé stesso, cerca eventi, mostre, spettacoli, e tutto quello che il suo occhio (in realtà sarebbero due, ma lo stile ne impone uno solo) riesce a catturare. Quel che i cartelloni, o i titoloni, non dicono.