Mostre – Burri e Fontana in Brera

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E’ una mostra insolita e molto particolare, che accosta ai capolavori della Pinacoteca di Brera le opere di due artisti astratti del ‘900 come Alberto Burri e Lucio Fontana, il cui rapporto non è di natura storica ma di connessioni primordiali.
La presenza delle opere dello stile informale – di cui Burri e Fontana sono esponenti di spicco – accanto alle opere più classiche porta il pubblico a vivere il percorso della mostra con la massima libertà mentale, senza farsi influenzare dalle diverse scuole pittoriche. Attraverso le particolari e studiate corrispondenze cromatiche si viene guidati attraverso una lettura differente dell’arte antica e moderna, diventandone fruitori attivi. La disposizione delle opere è stata studiata con l’aiuto di Corrado Anselmi, ideatore e progettista dell’allestimento di questa mostra. Il criterio su cui si sono basati è stato quello di creare una collocazione molto vicina all’allestimento tradizionale, senza grossi spostamenti. Curata da Sandrina Bandera e da Bruno Corà, in collaborazione con il Corriere della Sera, Burri e Fontana a Brera vuole essere “un impulso ad andare oltre la lettura abitudinaria e ad avviare un nuovo campo di ricerca non tanto per l’arte moderna, ma soprattutto per l’arte antica”.

L’accostamento cromatico e iconografico è quello che più colpisce chi visita la mostra: al primo sguardo colori e forme sembrano ispirate dagli stessi oggetti, dipinti con la stessa mano, anche se ci sono secoli di distanza fra un dipinto e l’altro. Un Concetto Spaziale di Fontana con sfondo rosa e alcuni fori a forma di croce è accostato a Sant’Elena con i Santi di Tintoretto, per il colore rosato del manto della santa e per la croce che campeggia in mezzo al quadro; fortissimo, anche se poche opere d’arte possono reggerne il confronto, è l’accostamento della drammaticità della Cena in Emmaus di Caravaggio con un Nero SC3 di Burri, imponente nella sua semplicità. Significativo il parallelismo di un Concetto Spaziale di Lucio Fontana, dalle insolite tinte pastello che vanno dal grigio al rosa, con La Madonna del Carmelo dei Tiepolo, dove si intravede una struttura triangolare nella disposizione delle figure che riprende quella del capolavoro dell’artista di origine argentina. Un sacco di Burri, dagli evidenti e caldi cromatismi si accosta perfettamente ai due Portaroli di Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto, per la consuetudine di ritrarre persone umili.

I riferimenti cromatici anche dei materiali scelti per il quadro – stoffa, olio, segatura, pietra pomice e tela – del Gobbo bianco di Burri trovano spazio nella di Fiumana di Giuseppe Pellizza da Volpedo, che conclude il percorso della mostra.

BURRI E FONTANA A BRERA
Pinacoteca di Brera – via Brera 28 – Milano
Dal 16 giugno al 3 ottobre 2010
Orari: 8.30 – 19.15 da martedì a domenica
(la biglietteria chiude 45 minuti prima)
Info: www.brera.beniculturali.it

About Giulio Costa

La curiosità è il suo primo ricordo. Da piccolo gli regalano una chitarra giocattolo e l’obiettivo della macchina fotografica del nonno che utilizzava per guardare gli adulti. Quando non scrive di fotografia, mostre e concerti per Aftersix, fa lo psicologo e… corre.