Mostre – Le vite private di Olaf

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Il fotografo olandese Erwin Olaf espone allo Spazio Forma di Milano una personale dal titolo Vite Private, dove presenta sei serie: Rain, Hope, Grief, Fall, Dawn e Dusk e Hotel. Grande artista del ritratto, Erwin Olaf mescola al reportage gli scatti realizzati in studio. Immagini nitide, senza sbavature, calibrate in ogni dettaglio che narrano fotogramma per fotogramma un racconto che si svolge in maniera lineare. Il mondo intimo della dimensione privata, la casa con gli oggetti, la mimica silenziosa e sguardi colloquiali sono il set preferito del suo lavoro che richiama le atmosfere dei film Anni Cinquanta rivisitate con un occhio attento al colore e all’equilibrio compositivo.

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Gli scatti rimandano alla tradizione cinematografica hollywoodiana e agli stereotipi che l’hanno resa famosa, così nelle serie Hope (2005) e Rain (2004) ritroviamo pose di ragazze pon-pon o casalinghe sorridenti che interagiscono con gli oggetti che denotano l’ambiente e che rinviano a scene da film che portano lo spettatore in una dimensione onirica senza mai staccarsi dal quotidiano. A queste immagini si accompagano fotografie più enigmatiche, che Erwin Olaf disegna col suo obiettivo in pose stranianti in attesa di un momento che potrebbe anche non arrivare mai. In Falls sono accentuati questi atteggiamenti in cui allo straniamento della modella sembra far da contraltare quello del fotografo quasi come se gli scatti di Olaf fossero gli “shots” scartati di una sessione di posa nella quale le modelle non guardano mai verso l’obiettivo ponendo domande a cui una risposta immediata tarda ad arrivare. Una sottile linea lega queste serie alle ultime Dusk, Down e Hotel. Fotografie a colori che ricreano atmosfere da album fotografici dei college americani dei primi del novecento e in cui i colori della pelle risaltano in stanze luminosissime ma vuote in cui la presenza umana riempie uno spazio reale e personale nel quale la luce fagocita ogni cosa che possa turbare la bellezza indefinibile delle emozioni umane.


Nella serie Grief, infine, i soggetti ritratti piangono o fissano in modo enigmatico fuori dalla finestra, come in attesa di qualcosa che debba venire a cambiare la propria vita.
A proposito di questa serie Olaf dice: “E’ come la lacrima che scende dopo che un fidanzato dice di non amarci più. E’ l’inizio di una reazione”.


Vite Private | Erwin Olaf
Dal 17 Giugno al 12 Settembre 2010
Spazio Forma, Milano
Info: www.formafoto.it

About Giulio Costa

La curiosità è il suo primo ricordo. Da piccolo gli regalano una chitarra giocattolo e l’obiettivo della macchina fotografica del nonno che utilizzava per guardare gli adulti. Quando non scrive di fotografia, mostre e concerti per Aftersix, fa lo psicologo e… corre.