Taste of Milano? Un furto.

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Vorrei parlarvi della manifestazione, di come e perché è nata, delle statistiche di affluenza e dell’interesse della città verso l’evento. Ma non lo farò, perché sono ancora intenta a fare i conti della serva.
Vi sembro gretta se acquistando un ingresso premium per Euro 50,00 mi aspettavo di più di un raviolo e un cioccolatino?
Sì perché, per farla breve, questo è quello che il mio palato è riuscito a gustarsi.
Il Taste Of Milano infatti prevedeva due tipologie di ingressi: lo Standard (20 euro) e il Premium (50 euro).

A differenza dello Standard che comportava esclusivamente l’ingresso alla manifestazione, il Premium prevedeva il cocktail di benvenuto (un calice di vino o un bicchiere di succo, niente di più) e 10 ducati (= 10 euro) da spendere presso i corner di ristorazione.
Costo medio di un piatto: 5 ducati (= 5 euro).
Portata di un piatto: 1 boccone (= 1 cucchiaio o 1 forchettata)
Morale: io ho speso 50 euro per mangiarmi n. 1 raviolo e n. 1 cucchiaino di cioccolato alla crema di zafferano).
Cibo servito in piatti di carta, con posate di plastica e da mangiarsi in piedi.
Bevande ovviamente escluse.

Per dare un senso alla mia presenza alla manifestazione avrei dovuto spendere indicativamente 100 euro, cifra che invece investirò molto più piacevolmente per essere servita al tavolo di uno dei ristoranti presenti, senza sgomitare, attendere in coda e rischiare di trovarmi sotto il diluvio al centro di Parco Sempione.
Dico tutto questo con il grande rammarico dell’utente frustrata: i piatti presentati dagli chef erano interessanti, ma modalità e prezzi si sono rivelati a dir poco scoraggianti.
Manifestazione completamente bocciata.

About Elena Torresani

Si occupa di comunicazione e marketing. Nel Novembre 2008 è uscito il suo primo libro, L’inferno di Eros, ed è ora impegnata con la stesura del secondo: www.elenatorresani.com Collabora con AfterSix scrivendo di arte e teatro.