Teatro – Straordinario Slava

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Sono un’amante del teatro di prosa prima di tutto perché sono un’amante della parola: della poesia, del gusto, dell’estetica che si nasconde nei testi ben scritti e ben interpretati.
Ecco perché di fronte a Slava sono rimasta spaesata: mi mancava il mezzo per goderlo, mi mancavano le parole.
Cinque minuti, il tempo di sintonizzarmi sul mezzo mimico e rileggere il palcoscenico: ed è stato il visibilio. Non solo per la bellezza perfetta di molti fotogrammi, ma per lo studio e la ricercatezza dei gesti. Un linguaggio universale e trasversale: quello del corpo, veicolo straordinario, soprattutto se usato con maestria. Da tutti i popoli per tutti i popoli: lo stesso idioma fisico ed emotivo, per riuscire ad arrivarci in fondo al cuore.

Slava mette in scena gag esilaranti ma che, come nella tradizione dei clown, raccontano di malinconia e dilemmi esistenziali, disavventure e travagli interiori.

Dentro ad ogni sceneggiatura possiamo metterci un pezzo di noi e della nostra storia.
Quando Slava si infila una corda al collo, ad esempio, e scopre che all’altro capo c’è uno come lui che porta il cappio: perché non siamo soli nei nostri dolori, e le nostre azioni hanno sempre conseguenze sugli altri anche quando non immaginiamo.
O quando insegue bolle di sapone con un retino di farfalle: perché i sogni non si catturano mai.
O ancora quando cerca di togliersi una ragnatela impigliata nella mano, e finisce per ingarbugliarvisi tutto: perché più ci si agita, nei problemi, e più ci si incasina.

E poi quando amoreggia con una donna inesistente a forma di attaccapanni: perché le nostre illusioni sono talmente tangibili a volte da sembrare corpo e verità.
Così via, di storia in storia attraverso tutte le storie della vita di tutti gli uomini del mondo, avventurieri e viaggiatori, romantici o disincantati, lottatori o arrendevoli: ma vincenti quasi mai, se non nel sorriso.
90 minuti di una bravura magistrale: e di un divertimento incredibile.
Un consiglio: prenotate posti in platea, ma non nelle prime file. Parola di redattrice.

Piccolo Teatro Strehler
Largo Antonio Greppi, 1 – 20121 Milano
Tel.: 02 723331
dal 28 settembre al 17 ottobre 2010
SLAVA’S SNOWSHOW
Durata: un’ora e 40 minuti con intervallo
Prezzo: dai 27 ai 40 Euro (da controllare le promozioni sul sito)

About Elena Torresani

Si occupa di comunicazione e marketing. Nel Novembre 2008 è uscito il suo primo libro, L’inferno di Eros, ed è ora impegnata con la stesura del secondo: www.elenatorresani.com Collabora con AfterSix scrivendo di arte e teatro.