Pubblicato il : mar - 10 - 2010 | Categoria:
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Mike Giant rientra in quel panorama artistico urbano dove il graffito domina ogni tipo di rappresentazione. Nato inizialmente come architetto, riesce a sviluppare le sue doti grafiche grazie al lavoro presso la Think Skateboards di San Francisco: per dieci anni ebbe modo di mettersi alla prova sulle tavole, sperimentare e maturare un suo stile ormai difficile da confondere, soprattutto per l’uso delle lettere massicce, delle linee ossessive di bianco e nero.
Pubblicato il : mar - 08 - 2010 | Categoria:
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Per l’8 Marzo, il teatro Out Off si tinge di rosa: Mathilde sarà la protagonista dello spettacolo a lei intitolato e recante la firma di Véronique Olmi, una delle drammaturghe francesi più note, presente in sala per l’occasione. La mise en scène di “Mathilde” rientra nella programmazione di Face à face, iniziativa culturale voluta per diffondere la conoscenza del teatro francese contemporaneo e sostenerne la traduzione nella nostra lingua. È bene dunque ricordare il nome di Gioia Costa, la critica teatrale e traduttrice che ha lavorato sul testo italiano di Mathilde: un’altra penna rosa che si aggiunge alla tavolozza femminile della serata.
Pubblicato il : mar - 04 - 2010 | Categoria:
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Molière, Racine, Corneille….e poi? Forse ci si può facilmente ricordare di Hugo, Camus e Sartre, ma quali sono i nomi dei drammaturghi francesi contemporanei? Philippe Minyana, Joël Pommerat o Olivier Py, per elencarne solo alcuni, non creano alcuna associazione letteraria specifica nelle nostre menti, mentre sono loro i nomi legati alla contemporanea scena teatrale francese: sono loro gli scrittori che, oggi, compongono storie, creano relazioni e pensano a mondi che poi saranno rappresentati sui palchi di Francia, ma anche d’Italia.
Pubblicato il : feb - 25 - 2010 | Categoria:
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Lorella Cuccarini va in scena con i “talentini” all’Arcimboldi, approdando a Milano dopo l’esordio nel Sistina di Roma. Il musical, diretto da Luca Tommassini, rivisita in maniera originale IL PIANETA PROIBITO di Bob Carlton del 1988 (che a sua volta si ispirò al film cult di fantascienza del 1956). Lo show mantiente i suoi riferimenti alla Tempesta di Shakespeare, ma inframmezza moltissime canzoni rock degli anni ’60 e ’70 e non solo: da Elvis Presley a Björk, dai Beach Boys a Michael Jackson, da Jerry Lee Lewis a Coolio, dai Rolling Stones ai Prodigy, riuniti in affresco dagli arrangiamenti di Roberto Tucciarelli.
Pubblicato il : feb - 25 - 2010 | Categoria:
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Viaggiare lungo il Mississippi, fino alle cascate del Niagara passeggiando per le sale della Triennale? Si può solo attraverso lo sguardo di Alec Soth.
La mostra, semplicemente intitolata Mississippi/Niagara e che resterà aperta in Triennale fino al prossimo 21 Marzo, si compone di circa quaranta opere, che permettono di leggere le due serie che hanno dato la prima fama al fotografo e che non sono mai state esposte in Italia, Sleeping by The Mississippi del 2004, e Niagara del 2006, oltre a diversi materiali d’archivio, che aiutano a comprendere la nascita e lo sviluppo di questi due progetti e di due volumi monografici ad essi collegati.
La mostra continua il ciclo che la Triennale di Milano dedica alla fotografia contemporanea, inaugurato con la fortunata mostra Roger Ballen 1982-2009.
Pubblicato il : feb - 24 - 2010 | Categoria:
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Fino al 21 Marzo la Pinacoteca di Brera rende il giusto merito ad un gruppo di eroi sconosciuti alla massa. La storia, si sa, celebra facilmente grandi personalità e uomini di valore. Ma spesso smarrisce, nel disordine generale, i ricordi di persone il cui nome non dice molto, ma ugualmente importanti. Come e più di decorati militari in divisa, o di politici astuti ed amanti degli intrallazzi.
Pubblicato il : feb - 23 - 2010 | Categoria:
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Stupore e tremore di fronte a “La dialettica del mostro”, personale di Nicola Samorì proposta dalla galleria MARCOROSSI.
Inaugurata il 18 febbraio, la mostra dell’artista forlivese accoglie il visitatore con un imponente crocifisso fronteggiato da un dipinto dello stesso soggetto. Ecco lo stupore: l’iconografia cristiana non è rimossa dall’arte contemporanea, non è interessante solamente per i fedeli o per chi si occupa dell’arte passata, ma è quanto mai all’ordine del giorno e non solo per questioni che si discutono nelle aule scolastiche. Poiché le forme artistiche subiscono il tempo e la memoria (storica, artistica, sociale,ecc..), vivendo nello spazio assegnato loro dalla prospettiva simbolica di una data epoca, Samorì non si limita ad un’operazione di copiatura: l’immagine tradizionale del crocifisso è rovinata dagli strappi, dalle sbavature della pittura che, colando, rovinano una perfezione, questa sì, rimossa. Ecco il tremore, una scossa generata dalla frattura del bello della forma originaria.
Pubblicato il : feb - 23 - 2010 | Categoria:
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Stefano Lupatini è bravo a raccontare la guerra. Negli ultimi anni l’ha fatto in diversi modi, regalandoci punti di vista sempre interessanti.
Nel 2007, con “La misura del torto subito”, ci aveva dato una versione fanciullesca dei danni della guerra, sulla misura dei giocattoli armati con cui i bambini che hanno visto morte si divertono a giocare con la morte, sognando di produrla e riprodurla all’infinito.
Il meccanismo senza fine della vendetta.
Nel 2009, con “I was a football player”, alzò la sua voce artistica contro la produzione di mine anti-uomo che
spargono arti amputati su tutto il pianeta e distruggono vite a mazzi.
Oggi, con la mostra “Signs”, Stefano Lupatini ci porta invece nella guerra dimenticata, in quella Sarajevo che è la vergogna dell’indifferenza europea. Una mattanza quotidiana che ha lasciato segni indelebili nelle cose, nelle persone, nella storia e nella nostra civiltà mancata.
Una guerra che solo oggi qualcuno di noi riesce ad avere il coraggio di guardare: grazie agli artisti, sempre (pensiamo al libro di Margaret Mazzantini “Venuto al mondo”, ambientato in gran parte durante la guerra di Sarajevo).
Stefano Lupatini ci aiuta nel percorso di coscienza, sbattendoci in faccia gli scatti che ha effettuato nel 2008 su quello che resta, mostrandoci miserie e ferite ancora aperte.
Pubblicato il : feb - 23 - 2010 | Categoria:
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Una week-end di tempo ancora per andare a visitare a Palazzo della Ragione la mostra “Steve Mc Curry. Sud Est”, fortunatamente prorogata di quasi due mesi rispetto all’iniziale data di chiusura, fissata al 31 Gennaio. Ancora qualche numero: 240 le opere esposte, 30 gli anni di lavoro testimoniati dalla mostra (dal 1980 al 2009) e 52.000 visitatori registrati a fine gennaio.
Pubblicato il : feb - 22 - 2010 | Categoria:
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INIZIANO
Teatro Carcano
La Locandiera
Di Carlo Goldoni
23 febbraio – 7 marzo 2010
“Quando abbiamo incontrato Goldoni abbiamo subito il fascino della sua causticità, della sua precisissima analisi dei comportamenti e dei caratteri, della matematica costruzione delle alchimie delle relazioni tra gli umani, della capacità di diagnosticare ogni debolezza ed ogni meschinità per poi alludere alle molte vie che si aprono quando si smetta di affidarsi alle convenzioni e all’abitudine. A Goldoni, volente o nolente, stanno stretti i panni di riformatore della Commedia dell’Arte, almeno per noi. Prendiamo quindi spunto proprio da quella, che serpeggia vitale e rivoluzionaria in ogni sua pagina, per rileggere La locandiera, situando in un unico spazio le tradizionali pedane della commedia dell’arte e un clima da un contemporaneo bar notturno e di passaggio, un po’ losco e pericoloso e un po’ rifugio e zattera per naufraghi della propria esistenza.” (Associazione Culturale Le Belle Bandiere)
Pubblicato il : feb - 22 - 2010 | Categoria:
Archivio Mostre,
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Lode al colore e lode alla fotografa Beatrice Hug! Lode ai parrucchieri e quindi lode a Pier Giuseppe Moroni! Mentre un po’ meno lodi alla combinata arte -parrucchiere….
Pubblicato il : feb - 19 - 2010 | Categoria:
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Rassegna cinematografica Patrice Cherèau. Cineasta del corpo
Pubblicato il : feb - 19 - 2010 | Categoria:
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Oggi siamo piuttosto abituati a pensarci trasformati: i pensieri evoluzionistici, le paure relative all’inquinamento ambientale e agli attacchi terroristici, le influenze del cibo geneticamente modificato, gli esperimenti di genetica e l’atavico terrore per le sciagure hanno reso la trasformazione del corpo umano uno dei temi ricorrenti della nostra arte.
Se la letteratura e il cinema sono senz’altro i due canali più utilizzati per trasmetterci ipotesi metamorfiche, anche l’arte non è certo da meno (pensiamo alle meravigliose creature di Patricia Piccinini).
Ma già parecchi decenni fa c’era chi aveva visto la disumanizzazione dell’uomo e l’aveva raccontata sulla tela: in modo più semplice forse, senza troppi effetti speciali o ipotesi eccessivamente futuribili.
Parliamo di Mattia Moreni e dei suoi uomini-robot.
Moreni raccontò per gran parte della sua carriera l’involuzione dell’uomo, attraverso frutti putrefatti o apparati genitali giganteschi in sostituzione del tutto, ma fu negli ultimi anni della sua vita artistica che si dedicò all’influenza snaturante che l’informatica e le mille possibilità che essa apriva stavano avendo sull’uomo e sulla sua vita (emotiva o sociale che fosse).
Lo stile primitivo e fanciullesco del suo disegno (da lui stesso chiamato “Regressivo Consapevole”) va ad attingere nelle paure primarie, insinuando il pensiero che la computerizzazione non faccia per niente dell’uomo un essere migliore.
Le opere di Moreni sono esposte in queste settimane alla Galleria La Torre di Milano: un antesignano da ammirare, un precursore.
Pubblicato il : feb - 18 - 2010 | Categoria:
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Strizzata in un vestito bianco, alla mano una borsetta, una procace donna ci dà le spalle facendosi strada all’interno di un folto gruppo di uomini che, calamitati dal suo corpo, le si aprono innanzi senza staccarle gli occhi di dosso. Ma non pensiate che sia uno spot pubblicitario stile Martini o Campari Red Passion (chi è che non ricorda Charlize Theron? E, più recente, Salma Hayek o Jessica Alba?) o una scena da struscio per le vie del centro, il sabato pomeriggio. Quello descritto è uno degli scatti memorabili di Marco De Biasi, fotografo di fama internazionale, che nel 1954 ha immortalato una giovane Moira Orfei oggetto del desiderio di italiani-guardoni nell’opera Gli italiani si voltano, esposta anche al MoMA di New York nel 1994.
Pubblicato il : feb - 17 - 2010 | Categoria:
Archivio Concerti,
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Al Blue Note è in arrivo un’icona degli anni ‘70 e ‘80.
Gino Vannelli, cantante e musicista italo-canadese, iniziò giovanissimo la sua carriera nella musica, complice il padre musicista jazz.
Dopo aver studiato percussioni per qualche anno, dai primi anni ‘70 si dedicò alla composizione e, grazie alla collaborazione con il suo produttore, il trombettista Herb Alpert, sfornò ottimi album come “Crazy Life”, “The Gist of the Gemini” e il celebrato capolavoro “Brother to Brother”, in cui è presente una delle più belle ballad di tutti i tempi “I just wanna stop”.
Negli anni ‘80 proseguì la sua carriera incidendo altre due perle discografiche: “Nightwalker”, con sonorità ancora sull’onda dei seventies, e il raffinato “Black cars”.
Nonostante la sua fama sia andata calando nei successivi decenni, Gino Vannelli non ha mai smesso di incidere dischi ed esibirsi dal vivo, continuando la sua ricerca musicale e sperimentando nuove collaborazioni.
Pubblicato il : feb - 16 - 2010 | Categoria:
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Un interessante appuntamento vedrà protagonisti Elio, si Elio di Elio e le Storie Tese, ed Enrico Intra con il suo ensemble, per due serate al Teatro Strehler.
Un appuntamento all’insegna del jazz, durante il quale Elio – al secolo Stefano Belisario – darà prova della sua poliedricità cimentandosi nella rivisitazione in chiave jazzistica delle arie della celebre Opera da tre soldi di Bertolt Brecht e musicata da Kurt Weill.
Pubblicato il : feb - 16 - 2010 | Categoria:
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È dal 1897, da quando è stato pubblicato e mandato in scena per la prima volta a Parigi, che il Cyrano de Bergerac di Rostand incanta e fa sognare. Non solo per il tentativo di raccontare gli eterni dilemmi d’amore, ma per il conflitto (altrettanto eterno) tra bellezza interiore e quella esteriore. Tra notti al chiaro di luna, poesie decantate sotto la finestra dell’innamorata, sussurri tra i cespugli e singolar tenzoni, il nasuto e scontroso Cyrano cerca da più di un secolo di conquistare la refrattaria Rossana, molto più sensibile alle vuote grazie del bel Cristiano.
Riuscirà mai nella sua impresa? Qualcuno riscriverà prima o poi questa storia struggente in cui tutto si risolve quando è troppo tardi?
Dopo lo strepitoso successo ottenuto nelle scorse stagioni, il Teatro Libero di Milano porta di nuovo in scena il Cyrano de Bergerac di Corrado d’Elia che, fresco della vincita del prestigioso Premio Pirandello, ritorna nella sua Milano per regalarci ancora emozioni.
La versione di d’Elia ci porge un Cyrano senza fronzoli, piume e merletti, più terrena e corporea nella sua prosa intensa, più dinamica e sincopata grazie alla scenografia di Fabrizio Palla: forse uno degli spettacoli più riusciti di Corrado (e i risultati di pubblico lo confermano).
Pubblicato il : feb - 16 - 2010 | Categoria:
Mostre in corso,
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Incontri.
Parola dal potere immenso, capace di dispiegare alla mente mondi e possibilità. Incontri. Azione, luoghi, attori, tempo. Gli incontri sono storie.
Pubblicato il : feb - 15 - 2010 | Categoria:
Cultura,
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Nel 1911 Egon Schiele ha scritto: “Sono sempre convinto che i più grandi pittori abbiano dipinto la figura umana”. Quanto è stato grande Schiele e che cosa ha visto nei corpi degli uomini e –soprattutto- delle donne che ha ritratto nella sua intensa, seppur fugace carriera? Dal 25 febbraio fino al 6 giugno, si potranno ammirare a Palazzo Reale i dipinti e i disegni di Schiele, così da valutare l’aforisma citato sul suo stesso artefice e apprezzarne tormento e potenza creative.
Pubblicato il : feb - 15 - 2010 | Categoria:
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E’ davvero bravo Andrea Pozza.
Talentuoso, creativo, stilisticamente raffinato, con quel tocco particolarmente sensibile, che strizza l’occhio ai sentimenti più profondi.
Pubblicato il : feb - 12 - 2010 | Categoria:
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Gabriele Mirabassi è un virtuoso del clarinetto, riconosciuto da pubblico e critica tra i grandi musicisti di fama internazionale.
E’ un piacere ascoltarlo e vederlo in concerto, per quel suo modo di approcciarsi allo strumento, così fisico e coinvolgente: Mirabassi danza sulla musica che suona, si fonde con le note e diventa puro movimento.
Il suono del suo clarinetto, così energico ma altrettanto raffinato, è capace di evocare suggestive immagini di terre lontane. Non è un caso, infatti, che da anni la sua ricerca musicale sia incentrata per lo più sulle sonorità latino-americane e le tradizioni popolari, con particolare attenzione al choro brasiliano.
Numerose le collaborazioni, tra cui spiccano il fisarmonicista francese Richard Galliano (sublime il disco del 1991, “Coloriage”) e il chitarrista brasiliano Guinga, suo compagno in numerosi concerti e in sala d’incisione (assolutamente da ascoltare “Graffiando vento” del 2004).
Nel 2008 esce il celebrato “Canto d’ebano”, un inno d’amore al suo strumento, al legno africano che gli dona vita e alle abili mani di chi sa trasformarlo in musica.
Gabriele Mirabassi incontra Andrè Mehmari, talentuoso e giovane pianista brasiliano, ed insieme intraprendono un viaggio sulle strade dell’Umbria, terra natia del clarinettista. Si spingono fino a Venezia, per incontrare quel mare che è già nei loro pensieri e nel loro sentire.

“Miramari”, il disco che presenteranno il 18 febbraio sul palco del Blue Note e in uscita nelle prossima settimane, è frutto di quel viaggio in Italia e nel profondo dell’anima dei due artisti, uniti dalla stessa visione della musica, fusione tra calore ed espressività della tradizione popolare con l’eclettico virtuosismo e la perfezione tecnica della musica erudita.
Sonorità mediterranee che svelano sogni, scavano nelle emozioni, dipingono ricordi e paesaggi.
Mare, cuore, sole, lacrime, luce, sorrisi, ombre, pioggia, terra e cielo, “Miramari” è tutto questo: nelle note dei suoi abili creatori, c’è tutta la vita di cui abbiamo bisogno.
Da ascoltare dal vivo al Blue Note e da avere sempre a portata d’orecchio, nello stereo di casa e sul proprio lettore mp3.
Pubblicato il : feb - 12 - 2010 | Categoria:
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Prologo. Sul palcoscenico fa capolino il cantastorie, alias John Turturro, che avvia il racconto da buon menestrello di epoche passate, annunciando quello che sarà della nostra serata: qui, si racconteranno delle favole e, per sortirne effetto, si userà un pizzico di magia e un po’ di fantasia. Nulla di nuovo fino a qui, perché il teatro è “una scatola magica” che sospende spazio e tempo per giocare con altri mondi, inventare altre storie e, magari, farci sognare ed è così che la usa Turturro regista, oltre che attore. Di questo menestrello colpisce la parlata: Turturro, italo- americano, ha deciso di raccontarci le nostre storie – dopotutto, stiamo parlando di Italian Folktales – in un melange di italiano (spesso siciliano) e inglese riuscito fino ad un certo punto; il talento e la prova degli attori è sicuramente da lodare (e molti sono stati gli applausi a fine spettacolo), ma nell’inseguire il potere universale delle favole, si è trascurato il dato particolare che è stato scelto, ossia il fatto di essere favole volutamente italiane.
Pubblicato il : feb - 12 - 2010 | Categoria:
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Il Comune di Milano quest’anno sembra pieno di iniziative per San Valentino, una cosa che farà arrabbiare molti single, ma che si sposa perfettamente con tutti i milanesi innamorati.
Pubblicato il : feb - 11 - 2010 | Categoria:
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Se il giorno di San Valentino prevedete di fare un giro in centro, magari nei musei dell’iniziativa Innamorati dell’Arte, passate dal Duomo intorno alle 16 perché sulla scala di LiveMI ci sarà una vera competizione musicale.
Pubblicato il : feb - 11 - 2010 | Categoria:
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Una bella iniziativa per evitare di passare il San Valentino in giro per la città senza una meta precisa è quella organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali che sponsorizza la visita in alcuni musei milanesi. Comprando un biglietti infatti si ha diritto al secondo ingresso in omaggio. Un’ottima occasione per le coppie che vogliono passare insieme la giornata evitando i soliti negozi e il freddo di questi giorni.
Pubblicato il : feb - 11 - 2010 | Categoria:
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È di scena Alice nel teatro delle meraviglie al Piccolo Teatro per i più piccoli. Potrebbe sembrare un rompicapo degno del miglior Lewis Carroll, quel timido ed eccentrico docente di matematica pura a Oxford, autore de Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo Specchio. Un classico della letteratura di ogni tempo.
Pubblicato il : feb - 11 - 2010 | Categoria:
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Nel 2009 si è celebrato in tutto il mondo il quarantesimo anniversario del primo sbarco sulla Luna; ma l’iniziativa dello Studio D’Ars, di organizzare una serie di mostre ispirate al nostro satellite naturale, lanciata anch’essa lo scorso anno, prosegue invece anche per nel 2010.
Tanti gli artisti in mostra in questa seconda fase dell’esibizione “Allunaggio 40 anni dopo“, ospitata dallo Spazio Multimediale “Galleria 9 colonne” del quotidiano Il Giorno. Massimo spazio alla fantasia ed alle personali interpretazioni che dà ogni artista del satellite naturale della Terra, sotto forma di dipinti, sculture, fotografie ed installazioni.
Pubblicato il : feb - 10 - 2010 | Categoria:
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Cesare Cicardini (Milano, 1969) lo conosciamo soprattutto per alcuni bellissimi ritratti che ha scattato a Maurizio Cattelan, Roy Paci, Ben Harper, Edward Bunker, Vincent Gallo, Paolo Conte e molti altri: mettersi nelle sue mani è come sperare di vedere, attraverso il suo obiettivo, qualcosa di noi che ancora non conosciamo.
Ma quella che vi segnaliamo oggi è una mostra tutta particolare degli scatti di Cesare Cicardini, un side-project dedicato al Burlesque che avrà inizio il 26 febbraio e proseguirà fino al 13 marzo presso la mc2gallery di Milano.
Pubblicato il : feb - 10 - 2010 | Categoria:
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Ci siamo imbattuti per la prima volta nelle opere di Giuliano Sale (Cagliari, 1977) al MiArt 2009, ed è stato amore a prima vista. A colpirci era stato prima di tutto il forte impatto figurativo: non solo per le scelte cromatiche forti e evanescenti allo stesso tempo, ma per la caratterizzazione malata dei soggetti.
Malata nella carne e nell’anima: sono soprattutto le donne di Sale a subire questa trasfigurazione anemica ed emaciata, anche se ancora profondamente seducente. Occhi lucidi, grandi mani, pallore e espressioni allucinate: possessione demoniaca o metamorfosi?