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Festa/Evento – Araki in Triennale per festeggiare i 25 anni di MAX

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Il magazine Max compie 25 anni e per festeggiare ha pensato di creare una mostra/evento coinvolgendo il fotografo Nobuyoshi Araki, una sorta di padre dell’immaginario erotico contemporaneo, e una location importante come la Triennale di Milano.

Mostre – Brera non dimentica la guerra

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Fino al 21 Marzo la Pinacoteca di Brera rende il giusto merito ad un gruppo di eroi sconosciuti alla massa. La storia, si sa, celebra facilmente grandi personalità e uomini di valore.  Ma spesso smarrisce, nel disordine generale, i ricordi di persone il cui nome non dice molto, ma ugualmente importanti. Come e più di decorati militari in divisa, o di politici astuti ed amanti degli intrallazzi.

Mostre – Nicola Samorì: La dialettica del mostro.

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Stupore e tremore di fronte a “La dialettica del mostro”, personale di Nicola Samorì proposta dalla galleria MARCOROSSI.Inaugurata il 18 febbraio, la mostra dell’artista forlivese accoglie il visitatore con un imponente crocifisso fronteggiato da un dipinto dello stesso soggetto. Ecco lo stupore: l’iconografia cristiana non è rimossa dall’arte contemporanea, non è interessante solamente per i fedeli o per chi si occupa dell’arte passata, ma è quanto mai all’ordine del giorno e non solo per questioni che si discutono nelle aule scolastiche. Poiché le forme artistiche subiscono il tempo e la memoria (storica, artistica, sociale,ecc..), vivendo nello spazio assegnato loro dalla prospettiva simbolica di una data epoca, Samorì non si limita ad un’operazione di copiatura: l’immagine tradizionale del crocifisso è rovinata dagli strappi, dalle sbavature della pittura che, colando, rovinano una perfezione, questa sì, rimossa. Ecco il tremore, una scossa generata dalla frattura del bello della forma originaria.

Mostre – Stefano Lupatini: gli scatti di Sarajevo

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Stefano Lupatini è bravo a raccontare la guerra. Negli ultimi anni l’ha fatto in diversi modi, regalandoci punti di vista sempre interessanti.
Nel 2007, con “La misura del torto subito”, ci aveva dato una versione fanciullesca dei danni della guerra, sulla misura dei giocattoli armati con cui i bambini che hanno visto morte si divertono a giocare con la morte, sognando di produrla e riprodurla all’infinito.
Il meccanismo senza fine della vendetta.
Nel 2009, con “I was a football player”, alzò la sua voce artistica contro la produzione di mine anti-uomo che spargono arti amputati su tutto il pianeta e distruggono vite a mazzi.
Oggi, con la mostra “Signs”, Stefano Lupatini ci porta invece nella guerra dimenticata, in quella Sarajevo che è la vergogna dell’indifferenza europea. Una mattanza quotidiana che ha lasciato segni indelebili nelle cose, nelle persone, nella storia e nella nostra civiltà mancata.
Una guerra che solo oggi qualcuno di noi riesce ad avere il coraggio di guardare: grazie agli artisti, sempre (pensiamo al libro di Margaret Mazzantini “Venuto al mondo”, ambientato in gran parte durante la guerra di Sarajevo).
Stefano Lupatini ci aiuta nel percorso di coscienza, sbattendoci in faccia gli scatti che ha effettuato nel 2008 su quello che resta, mostrandoci miserie e ferite ancora aperte.

Mostre – Beatrice Hug: colour energy!

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Lode al colore e lode alla fotografa Beatrice Hug! Lode ai parrucchieri e quindi lode a Pier Giuseppe Moroni! Mentre un po’ meno lodi alla combinata arte -parrucchiere….

Mostre – L’identikit dell’uomo-robot di Mattia Moreni

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Oggi siamo piuttosto abituati a pensarci trasformati: i pensieri evoluzionistici, le paure relative all’inquinamento ambientale e agli attacchi terroristici, le influenze del cibo geneticamente modificato, gli esperimenti di genetica e l’atavico terrore per le sciagure hanno reso la trasformazione del corpo umano uno dei temi ricorrenti della nostra arte.
Se la letteratura e il cinema sono senz’altro i due canali più utilizzati per trasmetterci ipotesi metamorfiche, anche l’arte non è certo da meno (pensiamo alle meravigliose creature di Patricia Piccinini).
Ma già parecchi decenni fa c’era chi aveva visto la disumanizzazione dell’uomo e l’aveva raccontata sulla tela: in modo più semplice forse, senza troppi effetti speciali o ipotesi eccessivamente futuribili.
Parliamo di Mattia Moreni e dei suoi uomini-robot.
Moreni raccontò per gran parte della sua carriera l’involuzione dell’uomo, attraverso frutti putrefatti o apparati genitali giganteschi in sostituzione del tutto, ma fu negli ultimi anni della sua vita artistica che si dedicò all’influenza snaturante che l’informatica e le mille possibilità che essa apriva stavano avendo sull’uomo e sulla sua vita (emotiva o sociale che fosse).
Lo stile primitivo e fanciullesco del suo disegno (da lui stesso chiamato “Regressivo Consapevole”) va ad attingere nelle paure primarie, insinuando il pensiero che la computerizzazione non faccia per niente dell’uomo un essere migliore.
Le opere di Moreni sono esposte in queste settimane alla Galleria La Torre di Milano: un antesignano da ammirare, un precursore.

Mostre – Un’Italia in bianco e nero.

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Strizzata in un vestito bianco, alla mano una borsetta, una procace donna ci dà le spalle facendosi strada all’interno di un folto gruppo di uomini che, calamitati dal suo corpo, le si aprono innanzi senza staccarle gli occhi di dosso. Ma non pensiate che sia uno spot pubblicitario stile Martini o Campari Red Passion (chi è che non ricorda Charlize Theron? E, più recente, Salma Hayek o Jessica Alba?) o una scena da struscio per le vie del centro, il sabato pomeriggio. Quello descritto è uno degli scatti memorabili di Marco De Biasi, fotografo di fama internazionale, che nel 1954 ha immortalato una giovane Moira Orfei oggetto del desiderio di italiani-guardoni nell’opera Gli italiani si voltano, esposta anche al MoMA di New York nel 1994.

Mostre- Incontri, di Fabio Perricone

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Incontri.

Parola dal potere immenso, capace di dispiegare alla mente mondi e possibilità. Incontri. Azione, luoghi, attori, tempo. Gli incontri sono storie.

Mostre – Attorno a Egon Schiele

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Nel 1911 Egon Schiele ha scritto: “Sono sempre convinto che i più grandi pittori abbiano dipinto la figura umana”. Quanto è stato grande Schiele e che cosa ha visto nei corpi degli uomini e –soprattutto- delle donne che ha ritratto nella sua intensa, seppur fugace carriera? Dal 25 febbraio fino al 6 giugno, si potranno ammirare a Palazzo Reale i dipinti e i disegni di Schiele, così da valutare l’aforisma citato sul suo stesso artefice e apprezzarne tormento e potenza creative.

Mostre – Il New Burlesque secondo Cesare Cicardini

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Cesare Cicardini (Milano, 1969) lo conosciamo soprattutto per alcuni bellissimi ritratti che ha scattato a Maurizio Cattelan, Roy Paci, Ben Harper, Edward Bunker, Vincent Gallo, Paolo Conte e molti altri: mettersi nelle sue mani è come sperare di vedere, attraverso il suo obiettivo, qualcosa di noi che ancora non conosciamo.
Ma quella che vi segnaliamo oggi è una mostra tutta particolare degli scatti di Cesare Cicardini, un side-project dedicato al Burlesque che avrà inizio il 26 febbraio e proseguirà fino al 13 marzo presso la mc2gallery di Milano.

Mostre – L’oblio di Giuliano Sale

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Ci siamo imbattuti per la prima volta nelle opere di Giuliano Sale (Cagliari, 1977) al MiArt 2009, ed è stato amore a prima vista. A colpirci era stato prima di tutto il forte impatto figurativo: non solo per le scelte cromatiche forti e evanescenti allo stesso tempo, ma per la caratterizzazione malata dei soggetti.
Malata nella carne e nell’anima: sono soprattutto le donne di Sale a subire questa trasfigurazione anemica ed emaciata, anche se ancora profondamente seducente. Occhi lucidi, grandi mani, pallore e espressioni allucinate: possessione demoniaca o metamorfosi?

Mostre – In arrivo Goya, Dalì e Cattelan

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MILANO trait d’union tra Oriente e Occidente. Questo è il proposito principale delle mostre che si snoccioleranno nel 2010: dalla Cina all’Islam, dalla Spagna di Goya alle provocazioni di Cattelan. Mentre in Francia i cugini litigano se permettere o no burqa e niqab nei luoghi pubblici, Milano fortifica e unisce culture diverse (per lo meno nell’Arte), facendo della globalizzazione un termine meno scomodo.

Mostra – Green Life – Idee per città sostenibili alla Triennale

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Uno sviluppo sostenibile, un nuovo modo di approcciarsi all’ambiente, sopratutto nel contesto urbano, è una tematica sempre più di attualità. Ben più che un costoso vezzo da ambientalisti perditempo e un po’ naif, come fino a qualche anno fa era considerata, ora è un esigenza, una necessità e soprattutto, una realtà.

Mostre – L’arte femminile dei cinque continenti

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Spesso sono le donne a fare la differenza. Perché è attraverso la storia delle donne che si legge l’interpretazione più onesta.
La condizione femminile è di gran lunga lo specchio nel quale si riflette la civiltà e l’evoluzione sociale di un paese o di un gruppo: ecco perché diventa interessante analizzare la loro arte. Quello che le donne raccontano è spesso quello che gli uomini tacciono o trascurano.

Mostre – The lonely firefly – La prima exhibition di Atom Plastic

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Come preannunciato all’apertura dello store in novembre, Atom Plastic inaugura una serie di exhibition dedicate al design contemporaneo con The lonely firefly, mostra interamente dedicata a Andy Ward, illustratore e designer inglese tra i più rinomati a livello internazionale.

Mostre – I gemelli della Street Art

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Era il 1988 quando Os Gemeos (i gemelli) scoprirono i graffiti. Mangiavano riso e fagioli e ballavano la break dance nelle periferie degradate di San Paolo, ma già avevano provato l’ebbrezza di scrivere il proprio nome sui muri con il latex e i pennarelli.

Mostre – Una luce che non si spegne mai

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Moltissimi artisti vi si sono cimentati, alcuni estremamente famosi (pensiamo a Tracey Emin) altri decisamente meno. Ma l’arte della luce, e in particolare quella del neon, è capace di creare vere occasioni di piacere estetico e concettuale.

Mostre – La cenere di Andrea Mariconti

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Andrea Mariconti è uno dei talenti immediati della nostra giovane arte lombarda. Lodigiano d’origine, milanese d’adozione, i suoi quadri impongono un pensiero, arrestano il fascino, catturano il visitatore di passaggio.
I motivi sono più d’uno, ma personalmente in cima a tutti metto la luce.

Mostre – Kasmalieva e Djumaliev, la poesia della desolazione.

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Un nome che solo a dirlo rievoca una poesia infinita, La Via della Seta, un cammino lungo ottomila chilometri per collegare il nostro mondo occidentale alla Cina delle stoffe preziose e delle mille spezie, passando attraverso il Medio Oriente e l’Asia Minore.

Mostre – Jorg Immendorff da Cardi Black Box

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Jörg Immendorff, allievo di Joseph Beuys, non è solo uno dei più grandi artisti tedeschi contemporanei, ma è anche un simbolo ideologico. Non sempre per capire l’arte di un artista è necessario conoscere la sua vita e le sue vicissitudini, ma nel caso di Immendorff le due cose sono imprescindibili.

Recensione mostra – Carlo Crivelli a Brera: una felice rimpatriata

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Le sale riservate alla mostra Carlo Crivelli a Brera risplendono degli ori e dei marmi, delle sete e dei tessuti preziosi di cui è ricca la sua pittura. Sempre attento al dettaglio, Carlo Crivelli ha imbastito affascinanti quadri di costume dove l’occhio di noi curiosi si perde facilmente, attirato dai mille particolari e stuzzicato dal possibile parallelo con alcuni oggetti d’epoca, esposti per volere dei curatori accanto alle opere.

Mostra – Crivelli e Brera

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Quando si parla dell’arte italiana del ‘400 si sa bene che è impossibile prescindere dall’iconografia cattolica, che a tratti ha reso le opere pittoriche di quel tempo di un’apparente uniformità e di una noia disarmante.
Il monopolio della committenza ha infatti fatto confluire tutta la maestria degli artisti tardo-mediavali nella rappresentazione di Madonne, Crocifissioni e Santi che oggi sono andati a riempire i musei di tutto il mondo.
Nella limitazione dei soggetti, tuttavia, il nostro paese ha saputo donare alla storia tutto ciò che di bello era possibile donare, imprimendo soggettività e talento in ogni pennellata, in ogni tratto e disegno, tanto da rendere riconoscibili anche ai profani tendenze, stili e scuole d’orientamento.

Mostre – La Monaca di Monza al Castello Sforzesco

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Ognuno di noi conosce la Monaca di Monza: la storia di Suor Gertrude rimane impressa nella nostra mente e nella nostra anima fin dal primo incontro che se ne fa sulla pagine dei Promessi Sposi. Una figura ambigua, tormentata, in bilico tra il peccato e la redenzione, punto di immedesimazione di molte nostre conflittualità.

Marianna de Leyva, questo il suo vero nome, è una donna davvero esistita, davvero vissuta a cavallo tra il ‘500 e il ‘600: figlia di una potente e ricca casata della zona, venne costretta dal padre a farsi monaca e a passare in convento tutta la sua vita. Ma fu proprio in convento che conobbe la tentazione e la perdizione: sedotta da Gian Paolo Osio, la cui casa confinava (e comunicava) con il convento, intrattiene con lui per lungo tempo una relazione clandestina che portò anche alla nascita di un figlio (morto). Lo scandalo scoppiò però solamente quando una delle consorelle di suor Virginia (Gertrude) decise di denunciare la torbida tresca, dando il via ad una serie di omicidi e malefatte che portarono suor Virginia ad essere “murata viva” fino alla fine dei suoi giorni.

Mostre – Nicola Artico allo spazio Hlam Design

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Nicola Artico inizia la sua carriera con il restauro conservativo, procede come Direttore Artistico per campagne pubblicitarie internazionali, si dedica parallelamente all’attività di musicista con strumenti tradizionali indiani, e nel 2006 sbuca nel mondo dell’arte visuale con le sue tele mutanti, che hanno immediatamente riscosso una grandissima risonanza.
Da un personaggio tanto eclettico, ci si poteva aspettare un progetto bizzarro come quello dei Mutant Canvas, che attraverso il video rivisitano alcuni capolavori della pittura: quadri viventi con protagonisti del mondo dei media che prestano il volto ai classici dell’arte antica e moderna. Personaggi che interpretano il sogno di abitare i celebrati capolavori della storia della pittura. Le tele perdono magicamente la impassibile immobilità del classico per animarsi di una vita ulteriore come apparizioni ammiccanti: Piero Chiambretti, Philippe Daverio, Vittorio Feltri, Vittorio Sgarbi, Gad Lerner, Arturo Schwarz, Oliviero Toscani.

Mostre – Federico Guida alla Galleria Blu

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Federico Guida è uno degli artisti interessanti degli ultimi 10 anni, e i premi che ha ricevuto a partire dal 1996 lo testimoniano. Dopo una serie di opere che affondavano nel rosso, nella carnalità, nell’allusione erotica e nel tormento, Guida presenterà alla Galleria Blu, a partire dal 12 ottobre, due nuove serie di dipinti: autoritratti con una ispida parrucca bionda da una parte, e quella che potremmo chiamare “la serie delle vasche da bagno” dall’altra.

Apertura straordinaria – Hopper: American Scene e antieroismo

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Chi non ha ancora visitato la mostra di Edward Hopper a Palazzo Reale può rimediare questo week-end. Sabato 30 e domenica 31 gennaio infatti ci sarà un’apertura straordinaria fino alle 24.00. Un’occasione imperdibile per vedere la più grande mostra italiana dell’artista.

Hopper dipinge case che sono gabbie e stanze che sono celle; strade che non hanno sbocco e binari che non hanno meta; è un dramma che non ha epilogo. Ma piuttosto persiste all’infinito con la sua rassegnata silenziosità”. Così scriveva Salvadori nel trattare l’originale figura dell’artista americano.